A New York si teme il peggio, la curva dei contagi da coronavirus preoccupa sempre più gli Stati Uniti

A New York si teme il peggio, la curva dei contagi da coronavirus preoccupa sempre più gli Stati Uniti

A New York si teme il peggio, la curva dei contagi da coronavirus preoccupa sempre più gli Stati Uniti


Le misure per la quarantena potrebbero essere inasprite, ma la metropolitana dovrebbe restare aperta

New York trema dopo che gli esperti hanno disegnato scenari foschi per la città più iconica degli Stati Uniti. Secondo l'andamento della curva dei contagi da coronavirus, la situazione nella Grande Mela potrebbe diventare peggiore di quella di Wuhan e dell'Italia, i due luoghi più colpiti dalla pandemia. Negli Stati Uniti, i malati hanno superato quota centomila e si registrano più di 1.100 morti, la maggior parte dei quali proprio a New York.

Le misure di contenimento

La città di New York già da giorni ha spento le luci di locali, cinema e teatri e sono impressionanti le immagini delle strade deserte. Uno scenario impensabile nelle scorse settimane. Solo tre mesi fa, la folla riempiva Times Square per festeggiare l'arrivo di questo 2020, probabilmente sperando in un anno migliore. Ora il luogo di ritrovo più celebre di New York è lo spettro di se stesso, vuoto. Il presidente Trump sta pensando di mettere in quarantena l'intero stato di New York, ma anche il New Jersey e il Connecticut. Per ora, però, la metropolitana di New York, che è fondamentale per la quotidianità degli abitanti, dovrebbe restare aperta. 

L'Europa supera i 20mila morti

La scia di contagi e vittime in Europa, intanto, non si arresta. Nel vecchio continente i morti hanno superato quota 20mila. Situazione di estrema emergenza in Spagna con un conteggio che si avvicina a seimila vittime e gli ospedali in affanno, in particolare nella capitale Madrid. Il premier Sanchez ha annunciato la chiusura di tutte le attività non essenziali fino al 9 aprile. In Gran Bretagna è stato superato il muro dei mille morti e gli esperti britannici affermano che sarebbe un buon risultato se il Paese si assestasse alla fine dell'epidemia sotto i 20mila morti. Il premier Boris Johnson, risultato positivo al tampone, ha sintomi lievi e continua a lavorare dalla quarantena.

Il resto del mondo

Nel mondo, secondo le ultime stime, i malati di coronavirus sono seicentomila e le vittime sono oltre 30mila. In Cina, i casi registrati non sono endemici, ma arrivano tutti dall'estero. La provincia dell'Hubei e la città di Wuhan, focolaio dell'epidemia, provano a ripartire. Nella stazione di Wuhan, dopo più di due mesi di silenzio e dolore, sono arrivati i primi treni. La città però si può solo raggiungere e non lasciare. In Giappone sono state adottate alcune misure di contenimento, ma ancora si temporeggia sulla chiusura totale, anche se nel Paese, e in particolare a Tokyo, i contagi stanno aumentando. La Russia ha deciso di chiudere tutte le proprie frontiere. Da domani Paese sigillato per prevenire il diffondersi del coronavirus.


Il Vaticano

La Santa Sede ha comunicato che i casi accertati di coronavirus in Vaticano sono sei, ma tra loro non figurano il Papa e nemmeno i suoi più stretti collaboratori. Francesco sta bene e, dopo la preghiera di ieri, seguita in tv da più di undici milioni di persone, continua a lavorare. Solo nelle ultime ore ha tenuto cinque udienze. In totale, in Vaticano, sono stati effettuati 170 tamponi e la positività riguarda solo sei persone. Oggi, intanto, il Viminale ha scritto alla Cei specificando che per i fedeli non è vietato andare in chiesa a pregare, ma è necessario farlo mentre si esce per la spesa o per altre commissioni non differibili. Consentiti anche i matrimoni, ma solo alla presenza degli sposi e dei testimoni. 


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