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14 novembre 2017

Direzione PD: il PD di Renzi, quando i conti non tornano

L'analisi di Alberto Ciapparoni

In una delle Direzioni più difficili per Matteo Renzi, il Segretario Pd cede alle pressioni dopo il ko in Sicilia, e fa quello che probabilmente non avrebbe mai voluto fare, ovvero apre ad un’alleanza che comprenda pure i fuoriusciti Dem, cioè Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, oggi leader di Articolo Uno. Insomma, l’ex premier è costretto ad un appello nei confronti di chi vedeva come fumo negli occhi, in sostanza a tendere la mano a persone che considera avversari personali. Una mossa che, al di là dell’effettivo risultato concreto, che si potrà valutare solo nei prossimi giorni, da tutti gli osservatori viene ritenuta imprescindibile per il centrosinistra se vuole tornare al governo del Paese. Eppure, se si guarda bene il voto siciliano, i conti non tornano comunque. Anche sommando il consenso del candidato Dem alla Regione Sicilia con le preferenze del candidato della Sinistra, ugualmente rimangono in testa il centrodestra e il M5S. E di gran lunga. Ovviamente le Amministrative sono un test locale, ma anche a livello nazionale potrebbe riprodursi la stessa realtà. Morale, Renzi e compagni devono riconquistare ben più di mere sigle di partito, bensì una grossa fetta di elettorato che alle urne proprio non si è presentato. Una sfida più complicata che ricomporre un cartello elettorale.

Direzione PD: il PD di Renzi, quando i conti non tornano