A Genova i poveri non rispettano le distanze e fanno la coda senza mascherina, multati, in Toscana verificate alcune violazioni

20 novembre 2020, ore 09:00

Saracinesche a metà, si dichiara l'asporto, ma si consente il consumo, gli assembramenti nella coda per la mensa dei poveri, punti dai vigili, sono stati segnalati dai residenti

Multati alcuni esercizi commerciali in Toscana, zona rossa da poco , la Liguria potrebbe diventarlo a breve, a Genova per gli assembramenti per un pasto caldo ad una mensa per poveri, altre sanzioni. Sono solo alcune delle cronache , di queste ore, relative alle violazioni delle regole imposte dai decreti anti-covid, che si stanno verificando nelle ultime ore. I controlli , meno intensi in avvio dell’applicazione del nuovo dpcm , stanno diventando più serrati

La coda con assembramenti, davanti ad una mensa per poveri, sanzionata con multe

Genova, che con la Liguria oggi potrebbe diventare zona rossa, è protagonista di un episodio che sta facendo discutere. In via Prè l’associazione Veriamici distribuisce pasti ai bisognosi. Tra l’altro la fila si interseca con l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. E i vigili, che spesso intervengono chiamati dagli stessi operatori del centro, per sorvegliare la delicata situazione,mercoledì hanno comminato sei sanzioni per il mancato uso delle mascherine e del rispetto della distanza. La strada è nei dedali del centro storico della città, un tempo zona di contrabbandieri e prostitute, una via 'cantata' anche da Fabrizio De Andre'. Uno dei multati , un senegalese aveva dichiarato di essere minorenne. Gli esami hanno dimostrato che mentiva. Ed è risultato anche essere clandestino sul suolo italiano. I responsabili della mensa sostengono di aver tracciato per terra i segnali per mantenere le distanze, e di provvedere alla distribuzione di mascherine. Gli assembramenti, l’assenza di mascherine, era stata segnalata più volte dai residenti alle forze di polizia. Una caso simile si era verificato durante il primo lock-down a Torino.

Livorno e Firenze, ecco le prime violazioni in Toscana, una sala scommesse come ai tempi del proibizionismo

Due bar multati e chiusi perché colti in flagrante mentre servivano caffè al banco ai clienti. É successo rispettivamente lunedì e mercoledì. Il primo caso riguarda un locale appena fuori i viali. Gli agenti del Reparto di Campo di Marte passando davanti al locale commerciale, a metà pomeriggio, si sono resi conto che all'interno era presente un cliente che stava consumando un caffè al banco. La serranda del bar era alzata, e veniva segnalato il servizio da asporto. La pattuglia ha quindi multato il gestore del locale , cui il caffè è costato caro, con l’applicazione della sanzione da 400 euro e chiusura immediata per 24 ore. La Guardia di Finanza di Livorno si è insospettita durante le attività di controllo del territorio. Nel quartiere Shangai c’era un continuo movimento davanti alla serranda, che era abbassata, di un centro di scommesse sportive, consentite solo on line. Invece la sala, in violazione del Dpcm del governo, continuava di nascosto a far scommettere in presenza sugli eventi sportivi, consentendo ai propri clienti di entrare nei locali con la saracinesca abbassata. Controlli svolti in orari diversificati hanno fatto emergere il sistema usato per l’accesso. Erano i clienti a bussare per farsi riconoscere da una finestrella, poi ad alzare la serranda premendo un pulsante laterale dopo lo sblocco dall'interno. Durante l’irruzione i finanzieri hanno trovato quattro persone, senza mascherina e non distanziate. Per i titolari della sala scommesse e per gli scommettitori, tutti livornesi, di età compresa tra i 44 e i 55 anni, sono scattate le sanzioni previste nel dpcm.


A Genova i poveri non rispettano le distanze e fanno la coda senza mascherina, multati, in Toscana verificate alcune violazioni
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