AC/DC, la potenza del suono torna con un nuovo album e la leggendaria energia di un marchio senza tempo

11 novembre 2020, ore 14:55

La formazione australiana capitanata dal chitarrista Angus Young è di nuovo sul mercato con il 17° disco di una carriera che non conosce soste dal lontano 1973 e intitolato ‘Power up’. Mitologia e riti di un gruppo di rock metallico capace di divertire e prendersi in giro.

Una messe di riff scritti da Malcolm Young, prima di essere divorato dalla demenza e da un tumore. La voce stridula e compressa di Bon Johnson tornato al ruolo di cantante dopo essere stato sostituito per qualche tempo da Axl Rose, a causa dello stop imposto dai medici per la sua incipiente sordità. Il suono lacerante e distintivo della chitarra di Angus Young. Ma sì, avete capito. Gli Ac/Dc sono tornati con un album in uscita il 13 novembre preceduto dal lancio del singolo “Shot in the Dark”, con il loro carico di rock spaccatimpani, la loro proverbiale energia e, a dirla tutta, con un ripasso di quello stile che ha fatto di questo gruppo australiano una delle formazioni più acclamate al mondo.

Liberate la vostra energia

Il titolo del loro 17° lavoro discografico è tutto un programma “Power up”, che è come dire liberate tutta la potenza possibile, un ordine che suona simbolico contro il piattume drammatico dei tempi che stiamo vivendo. “Preciso – dichiara il chitarrista Angus Young, icona trasgressiva e autoironica di dandy da strada, cappellino, giacca, camicia cravatta e pantalone bermuda – che mio fratello Malcolm ha sviluppato con me le idee di questo nuovo album sulle quali abbiamo lavorato. Malcolm è sempre con noi, anche se ormai da anni non era più nel gruppo fino a quando un destino bastardo se l’è portato via”.

I riff di Malcolm Young, i tagli di suo fratello Angus

"Molti hanno detto che mio fratello abbia davvero suonato la sua chitarra in questo lavoro. Non è vero: sono stato io a non inserire le parti suonate da lui perché so che non gli sarebbe piaciuto...Se devo trovare una definizione per ‘Power up’, beh dico che abbiamo inciso questo disco pensando di essere davanti alla folla di un nostro concerto”. Scintille, suoni che schizzano in alto, Bon che è tornato al trucido verbo della sua vocalità. “Vorrei che i giovani ascoltassero questo disco – dichiara il cantante - e poi dicessero: comprerò una chitarra e metterò su un gruppo”.

Quel suono che fa sobbalzare il cuore

In tanti pensavano che dopo 16 album, migliaia di concerti in giro per il mondo, vicende avverse, lutti, litigi, cause e ogni sorta di incidente di percorso, il gruppo appendesse le chitarre al chiodo. E invece proprio nel momento più difficile e controverso della nostra vita, ecco che quel suono che fa sobbalzare il cuore torna nella sua ancestrale carica di tensione e di fanciullesca spontaneità. E’ un vero peccato che il Coronavirus ci impedisca di vedere gli Ac/Dc dal vivo. Si può anche non essere innamorati delle saghe horror imposte dall’iconografia del rock metallaro.

Metallari sì, ma pronti allo sberleffo

Ma gli Ac/Dc oltre a muoversi come da copione in una scenografia gigantista, si divertono a prendersi in giro. E’ lui, Angus Young che trasporta il cuore e la tensione dei watt sparati all’inverosimile oltre la barriera dell’ufficialità. Sì perché quando si mette a scimmiottare il passo di Chuck Berry da una parte all’altra del palco sembra quasi voler dire: qui non si ascolta solo musica, non si suda per nulla, qui non prendiamoci troppo sul serio perché siamo giullari di un grande luna park. E quando si cala per un secondo le braghe mostrando il fondoschiena al pubblico non dà tanto un segnale di maleducata irriverenza, quanto un richiamo alle bassezze umane che lui mette alla berlina. Sarà anche un rock duro da juke-box quello degli Ac/DC ma riconosciamogli il senso del gioco oltre la ricerca del successo.
AC/DC, la potenza del suono torna con un nuovo album e la leggendaria energia di un marchio senza tempo
Tags: AC/DC, album, musica, power up

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