Al via il processo a Patrick Zaki, lo studente egiziano rischia una condanna di 5 anni per un articolo sui copti

14 settembre 2021, ore 09:29

Al tribunale di Mansoura si terrà la prima udienza del processo a carico di Zaki che è in carcere dal mese di febbraio del 2020: è accusato di diffusione di notizie false, dentro e fuori il Paese, per un articolo sulla libertà di religione scritto nel 2019

Zaki comparirà oggi in tribunale a Mansoura

Il processo dopo un’attesa kafkiana, si terrà dinanzi alla Seconda Corte per i "reati minori" (detta anche "d'urgenza") di Mansoura, la città sul Delta del Nilo, circa 130 km a nord del centro del Cairo, dove Patrick è nato e vissuto fino al momento di andare all'università nella Capitale egiziana, dove ora risiede la famiglia. Cadute le accuse più gravi di incitamento al "rovesciamento del regime" e al "crimine terroristico" che avrebbero comportato fino a 25 anni, come reso noto da dieci ong egiziane, l'accusa ora è di "diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese" sulla base di un articolo pubblicato due anni fa. Il ragazzo rischia una multa o una pena fino a cinque anni di carcere, ha previsto Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, segnalando che non è chiaro al momento quante udienze siano previste.

Prove di colpevolezza mai messe a disposizione della difesa di Zaki

Le sentenze del Tribunale per la sicurezza dello Stato davanti al quale comparirà il 30enne sono inappellabili, hanno precisato le ong, tra cui quella per cui Patrick lavorava come ricercatore, l'Iniziativa egiziana per i diritti personali (Eipr). "Purtroppo era previsto che con l'approssimarsi della fine della detenzione preventiva dei 24 mesi, da quell'enorme castello di prove segrete mai messe a disposizione della difesa sarebbe stata presa una delle tante per mandarlo a processo. È uno scritto del 2019 in cui Patrick avrebbe preso le difese della minoranza copta perseguitata in Egitto", ha riferito il portavoce di Amnesty.

Zaki in carcere da febbraio 2020

L'udienza dovrebbe svolgersi a metà mattinata, ha previsto la sua legale Hoda Nasrallah. Patrick era stato arrestato in circostanze controverse il 7 febbraio dell'anno scorso ed è stato detenuto per quasi tutto il tempo a Torah, il famigerato carcere alla periferia sud del Cairo. La custodia cautelare in Egitto può durare due anni e, dopo una prima fase di cinque mesi di rinnovi quindicinali, ritardati dall'emergenza Covid, il caso è andato avanti a forza di prolungamenti di 45 giorni. Fino ad oggi le accuse a suo carico erano basate su dieci post di un account Facebook che i suoi legali considerano non gestiti da lui. Il suo caso, dopo quello della morte del ricercatore friulano Giulio Regeni, è quello che più ha creato attrito fra Italia ed Egitto ed è stato oggetto di una mobilitazione culminata con una richiesta del Parlamento al governo di concedergli la cittadinanza italiana.

Zaki rischia condanna fino a 5 anni

Secondo quanto hanno ricostruito diverse Ong egiziane, a carico di di Zaki c’è "l'accusa di aver pubblicato un articolo in cui racconta i fatti della sua vita di cristiano egiziano". Le stesse Ong hanno previsto che il giovane potrebbe rimanere in carcere altri 3 anni e 5 mesi, dal momento che ha già scontato 19 mesi di custodia cautelare e la pena massima prevista per i reati di cui è accusato è di 5 anni, partendo da un minimo di 6 mesi.

Al via il processo a Patrick Zaki, lo studente egiziano rischia una condanna di 5 anni per un articolo sui copti
Tags: Egitto, PatrickZaki, UniversitàdiBologna

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