Albero di Natale, storia ed origini di una tradizione

24 dicembre 2022, ore 14:25 , agg. alle 17:41

Simbolo delle festività natalizie per eccellenza, nato nei secoli XV-XVI nell’Europa del nord ma si collega a precedenti simbologie, esistenti sin da prima del cristianesimo

E' il simbolo del natale per eccellenza, presente in milioni di case, piazze, attività commericali: l'albero di Natale. Tra Nord America ed Europa per ogni Natale sono tagliati quasi 100 milioni di alberi veri. Nella maggior parte dei casi si tratta di abeti, ma talvolta sono utilizzati pini o altre conifere sempreverdi. Gli alberi, però, non sono tagliati dai boschi, se non in percentuali minime, ma sono coltivati appositamente da aziende specializzate. Oltre agli alberi veri, sono molto diffusi quelli sintetici, realizzati quasi sempre in plastica, che hanno il vantaggio di poter essere riutilizzati e nella maggior parte dei Paesi sono i più numerosi. In Italia, secondo la Coldiretti, sono venduti 3,5 milioni di alberi naturali ogni anno, ma la maggior parte dei cittadini preferisce quelli sintetici. Nel complesso, l’88% delle famiglie italiane allestisce l’albero nella propria casa.


Origini della tradizione

L’uso di alberi con decorazioni in occasione del Natale risale ai secoli XV-XVI. Secondo una tradizione non verificabile, il primo albero natalizio vero e proprio sarebbe stato eretto nella piazza di Tallinn, in Estonia, nel 1441. Altri studiosi, invece, riconoscono il primato alla città di Riga, in Lettonia, o a quella di Brema, in Germania. L’usanza di allestire gli alberi di Natale iniziò a diffondersi nell’Europa settentrionale nel Cinquecento. I primi alberi  erano decorati con frutti, dolciumi e candele. Per alcuni secoli l’usanza restò confinata nell’Europa del nord e, in particolare, nel territorio della Germania. Nel resto del mondo l’albero si diffuse solo nell’Ottocento, interessando prima la nobiltà e, gradualmente, il resto della popolazione. All’inizio dell'Ottocento la tradizione si attestò in alcuni Paesi, tra i quali l’Austria e la Danimarca. Un contributo importante, inoltre, venne dalla regina Vittoria del Regno Unito e dal marito, il principe di origine tedesca Alberto di Sassonia, che presero l’abitudine di allestire alberi di Natale nelle loro residenze, rendendoli così più popolari. Tra la fine del Settecento e l'Ottocento l’usanza raggiunse gli Stati Uniti. In Italia l’albero arrivò nella seconda metà dell’Ottocento e si affermò soprattutto grazie alla regina Margherita, moglie del re Umberto I, che prese l’abitudine di allestirne uno al Quirinale. Dalla fine dell'Ottocento la tradizione si è diffusa in tutto il mondo cristiano e ha raggiunto anche Paesi, come il Giappone e gli Emirati Arabi Uniti, dove prevalgono altre religioni. Con il passare degli anni l’usanza si è “modernizzata”. Sin dal XIX secolo si sono diffuse le palline di vetro soffiato e, in seguito, quelle di plastica, che hanno sostituito i frutti. Un cambiamento essenziale, inoltre, venne dall'energia elettrica, che iniziò a essere utilizzata alla fine del XIX secolo. Nel 1882 un collaboratore di Thomas Edison, Edward H. Johnson, allestì nella sua casa di New York il primo albero illuminato non con le classiche candele, ma con lampadine elettriche. L'innovazione si è diffusa nel corso del Novecento, prima negli alberi delle piazze cittadine e, gradualmente, anche nelle abitazioni private.







Albero di Natale, storia ed origini di una tradizione
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