Arresto Bellomo, borsiste alla prova a 200 km/h in Ferrari

 10 luglio 2019 | bellomo, borsiste, prova

Emergono nuovi particolari dagli atti giudiziari sull'ex giudice del Consiglio di Stato

Le borsiste di Francesco Bellomo erano sottoposte ad un addestramento che prevedeva "prove di velocità" a bordo di una Ferrari o "infiltrarsi in ambienti criminali" come test sulla "gestione dell'emotività". Si tratta di particolari che emergono dagli atti giudiziari sull'ex giudice del Consiglio di Stato, Francesco Bellomo, agli arresti domiciliari da ieri su disposizione della magistratura barese per i reati di maltrattamenti ed estorsione. "L'addestramento si svolgeva così", racconta una delle presunte vittime, sentite dagli inquirenti durante le indagini, "erano delle prove da superare, a me fu detto soltanto di una prova di velocità in Ferrari con lui, a velocità molto elevata, con una Ferrari di sua proprietà, per vedere se avevo paura, penso". Un'altra donna, testimone nelle indagini, ha riferito della richiesta di andare "a 200 all'ora con la macchina" come una "messa alla prova degli stati emotivi della persona". In sostanza, ha spiegato l'ex corsista della Scuola di Bellomo, il concetto era mettere alla prova l'emotività della persona in modo che la persona fosse in grado di gestirla, quindi l'alta velocità doveva essere funzionale alla gestione dell'emotività. Lui, riferiva la testimone, diceva: "quando ci si trova al concorso, farsi prendere dal panico può essere fonte di problematiche".
Arresto Bellomo, borsiste alla prova a 200 km/h in Ferrari

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