C’è l’intesa, nasce il Movimento di Conte: è divorzio tra il M5s e Casaleggio; entro un mese il voto sul leader

06 giugno 2021, ore 08:00 , agg. alle 08:16

Trovata l’intesa sui dati degli iscritti, è divorzio tra Casaleggio e il Movimento 5 stelle; nasce quello di Giuseppe Conte, entro un il mese voto sul leader

Senza il cognome Casaleggio, ma con il volto di Giuseppe Conte e con Beppe Grillo arbitro del nuovo corso. Nasce il nuovo Movimento 5 Stelle. L'ex premier e Davide Casaleggio hanno siglato l’intesa, facilitata dall'intervento del Garante della Privacy, con il primo che si è impegnato ad onorare i debiti nei confronti dell'Associazione Rousseau, mentre il secondo ha formalizzato la consegna dei dati degli iscritti.


La nuova storia per il M5S

Forte delle sue radici, la compagine politica entra in una nuova storia e il mese di giugno segna l'inizio del nostro “secondo tempo”, esulta Conte che fissa un primo punto fermo: entro la fine del mese arriverà una nuova piattaforma su cui gli iscritti potranno votare su Statuto, Carta dei valori e nuovo leader.


Comincia l’era Conte

Il regno dell'avvocato del Popolo con l'ipotesi, tra l'altro, di un suo ingresso alla Camera alle suppletive del prossimo autunno. Camera dove si insedierà anche Rocco Casalino, tra i principali trait d'union tra il vecchio e il nuovo Movimento. Non ci sarà il marchio Casaleggio. “Con dolore mi disiscriverò dal M5S come tanti hanno deciso di fare negli ultimi mesi. Questo non è più il Movimento e sono certo non lo avrebbe più riconosciuto nemmeno mio padre” ha scritto sul suo blog.


Divorzio, ma a che costo?

I termini finanziari dell'intesa tra Conte e Casaleggio non sono noti. Conte e Rousseau avrebbero chiuso, secondo alcune indiscrezioni, ad una cifra attorno ai 250mila euro, da pagare in un certo periodo di tempo da parte del nuovo Movimento al quale gli eletti devono, mensilmente versare mille euro. La piattaforma Rousseau sarà sostituita da quella fornita, con tutta probabilità, dalla Isa srl, società con sede a Viterbo. Sarà solo una piattaforma tecnica, come aveva preannunciato Conte presentando un Movimento che, almeno all'esterno, potrebbe essere più partitico, con tanto di sede fisica (a Roma, a due passi da Montecitorio), segreteria e scuola di formazione ad hoc.


Cosa succederà ai parlamentari?

L'intesa potrebbe placare i gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle, sempre più sul campo di guerra e nei quali cresce l'insofferenza verso il governo Draghi. L'ultimo decreto, quello sul reclutamento per la Pa, a tanti non è piaciuto: non ci sono garanzie adeguate sulla legalità delle assunzioni, è il mantra che circola tra gli scontenti. Non piacciono nemmeno i primi passi del ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Le mosse future saranno discusse giovedì, in un assemblea congiunta, così come si parlerà di giustizia. Ma il malcontento potrebbe crescere ancora e sfociare in nuove fuoriuscite, il tutto mentre stanno per arrivare il semestre bianco e le scelte di Conte sulle deroghe al secondo mandato. Un malumore che s'incrocia con quelli, soprattutto locali, per l'alleanza con il Pd. Il Patto per Napoli non ha sciolto tutti i nodi. E il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, tessitore, dietro le quinte, del M5S 2.0, non a caso avverte gli eletti: “Adesso più che mai dobbiamo fare squadra, coinvolgendo tutti. Con Giuseppe Conte possiamo rilanciare il Movimento, ora dobbiamo sostenerlo e blindare la sua leadership”.


La popolarità di Conte

Dalla sua, l'ex premier, ha una popolarità che travalica i tradizionali confini del M5S. In meno di un'ora il post su Fb in cui Conte annuncia l'intesa incassa oltre 25mila like. “E' tempo di essere realisti ma anche di lavorare per realizzare l'impossibile”, è il primo slogan lanciato dall'ex premier. Dall'altra parte Casaleggio promette che il percorso di Rousseau andrà avanti. Mentre l'altro grande ex, Alessandro Di Battista, per ora non si sbilancia.


C’è l’intesa, nasce il Movimento di Conte: è divorzio tra il M5s e Casaleggio; entro un mese il voto sul leader
Tags: Casaleggio, Beppe Grillo, Giuseppe Conte, Movimento 5 stelle

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