Calcio, decreto crescita, resta applicabile la detrazione fiscale del 50% per chi arriva dall'estero

31 gennaio 2021, ore 18:15 , agg. alle 15:05

L'Agenzia delle Entrate riteneva inapplicabile, con effetto retroattivo, il decreto che dà maggiore forza alle nostre squadre sul mercato internazionale, è stato prorogato per due anni


Il 26 gennaio , nell’ultimo consiglio dei ministri del Conte bis, non è stata approvata solo l’autonomia del Coni, che ci consente di portare a Tokio bandiera e atleti riuniti sotto il tricolore, ma anche l' attuativo del decreto crescita. L’agenzia delle entrate aveva gelato il mondo dello sport italiano, non solo il calcio. A fine dicembre prospettava l’inapplicabilità dei benefici fiscali, del 50%, per i nuovi professionisti stranieri e italiani, con effetti retroattivi. La cancellazione del regime agevolato previsto dal decreto crescita del 2019 sarebbe costato ai club di Serie A almeno 140 milioni di euro, mettendo in dubbio non solo nuovi acquisti agevolati ma anche quelli già definiti in passato. Gli aiuti allo sport professionistico, con il mantenimento di un regime fiscale agevolato, non vengono visti di buon occhio da altri settori. Ma bisogna ricordare che si tratta di aiuti sugli investimenti, per aziende che insieme incidono fortemente sul nostro Pil, e che senza pubblico hanno perso sinora circa 700 milioni di euro, che potrebbero arrivare a 1.200 nel caso in cui non si riuscissero a riaprire gli stadi entro il termine della stagione 2020/2021.


Come funziona il decreto crescita

Perché si possa applicare la riduzione degli oneri fiscali, è necessario che i calciatori, o comunque i dipendenti di ogni settore, non abbiano avuto la residenza fiscale in Italia nei due anni precedenti al trasferimento, e che poi la mantengano per almeno due anni successivi alla firma del contratto. Misure applicate su gran parte dei contratti di questa stagione, ma anche per esempio sul contratto di Ronaldo. Lukaku, e recentemente El Sharawy e Mandzukic sono altri nomi legati alle regole del decreto. Ibrahimovic, per fare un esempio,  ha un contratto di un anno col Milan da 7 milioni di euro netti, grazie al vantaggio fiscale costa alla società rossonera 9,17 milioni di euro al lordo, invece di 12,25 milioni di euro.


L’effetto della decisione non ha influito sul mercato invernale, lo farà nella sessione estiva

Il mercato chiude alle 20 del primo febbraio, la situazione della liquidità delle società e l’incertezza sul tema non sembrano aver favorito nuovi movimenti. Al momento in cui scriviamo la sessione invernale del calciomercato non ha riservato grossi colpi, se vogliamo ad eccezione di Mandzukic al Milan e del ritorno di El Shaarawy alla Roma. Ma le agevolazioni fiscali, prorogate per altri due anni, favoriranno sicuramente altri arrivi importanti dall’estero.

Calcio, decreto crescita, resta applicabile la detrazione  fiscale del 50% per chi arriva dall'estero
Tags: decreto crescita, ibrahimovic, Lukaku

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