Cartabia al Senato: i processi troppo lunghi sono un problema per tutti; avanti con le riforme

19 gennaio 2022, ore 12:00

Numerosi i temi affrontati dal ministro della giustizia Marta Cartabia al Senato: dall'eccessiva lunghezza dei processi alla corruzione; dai femminicidi al sovraffollamento delle carceri fino alla riforma del CSM

In questi giorni si fa spesso il suo nome: c’è chi la vede presidente del consiglio se Mario Draghi dovesse salire al Quirinale. E non è del tutto esclusa la sua candidatura proprio alla presidenza della repubblica. Ma oggi Marta Cartabia si è presentata al Senato per una relazione sulla sua materia: la giustizia. Numerosi i punti toccati.

PROCESSI TROPPO LUNGHI

La Guardasigilli a Palazzo Madama ha aperto la sua relazione ponendo l’accento su uno dei grandi problemi della giustizia italiana: “Processi irragionevolmente lunghi rappresentano un vulnus per tutti l'azione del Ministero della giustizia è stata orientata con determinazione verso un obiettivo che ho ritenuto cruciale: riportare i tempi della giustizia entro limiti di ragionevolezza. Cercheremo di assicurare le necessarie risorse umane, materiali, strumentali, per permettere alle procure e ai giudici lo svolgimento della loro altissima funzione. I processi troppo lunghi sono una sconfitta per gli indagati e per gli imputati, che subiscono oltre il necessario la 'pena del processo' e il connesso effetto di stigmatizzazione sociale. Per i condannati, che si trovano a dover eseguire una pena a distanza di tempo, quando ben possono essere persone diverse da quelle che hanno commesso il reato. Per gli innocenti, che hanno ingiustamente subito oltre misura il peso di un processo che può aver distrutto relazioni personali e professionali. E soprattutto per le vittime e per la società, che non ottengono in tempi ragionevoli un accertamento di fatti ed eventuali responsabilità, come è doveroso in un sistema di giustizia che aspiri ad assicurare la necessaria coesione sociale.”

OBIETTIVI RAGGIUNTI

Il ministro della giustizia Marta Cartabia, nella sua relazione al Senato, ha anche sottolineato con orgoglio che sono stati non solo raggiunti, ma addirittura superati gli obiettivi fissati per il 2021: “Abbiamo l'impegno di ridurre del 40% il tempo medio di durata dei procedimenti del civile; e del 25% per il penale entro un arco temporale di cinque anni. Questo è stato il punto di accordo dopo settimane di trattative con Bruxelles. Ad oggi, possiamo senza dubbio dire di aver conseguito - e invero superato - gli obiettivi previsti per il 31 dicembre 2021, che annoveravano l'approvazione delle leggi di delega in materia di processo civile e di processo penale; gli interventi in tema di insolvenza e l'avvio del reclutamento per l'Ufficio per il Processo”. Marta Cartabia ha anche sottolineato che le riforme richiedono risorse e organizzazione: “La giustizia è stata interessata da alcune importanti riforme normative, che questo Parlamento ha approvato superando le non irrilevanti divergenze di vedute e di sensibilità e lasciando prevalere il senso di responsabilità verso il bene comune e il primario interesse del paese. Ma ciò che mi preme sottolineare e' che le riforme del processo civile e del processo penale che abbiamo approvato necessitano di poggiare saldamente su una imponente ristrutturazione dell'organizzazione del servizio giustizia, accompagnata dalla immissione di ingenti risorse umane e materiali. Organizzazione e capitale umano sono la condizione di fattibilità delle riforme".


Cartabia al Senato: i processi troppo lunghi sono un problema per tutti; avanti con le riforme

ATTENZIONE ALLA CORRUZIONE

La corruzione è uno dei grandi problemi del nostro paese. E il ministro della giustizia invita a non abbassare la guardia. Ecco un altro passaggio della relazione di Marta Cartabia al Senato: “Sulla corruzione serve grande attenzione. Dobbiamo ancora perfezionare il recepimento, ed è necessario farlo il prima possibile, della direttiva sul whistleblowing, prezioso strumento di contrasto alla corruzione, in parte già presente nel nostro sistema grazie agli interventi normativi varati nel 2012 e nel 2017”. Per una giustizia efficiente, secondo il ministro Cartabia è indispensabile la riforma del Consiglio Superiore di Magistratura: “ Sono certa che nelle prossime settimane potremo progredire nella scrittura anche di questo atteso capitolo di riforma, che il Pnrr ci impegna ad approvare entro il 2022. La Camera ha già calendarizzato la discussione in aula e quella scadenza dovrà essere rispettata. Per parte mia continuerò, come ho fatto nei mesi scorsi e come ben sanno tutti coloro con cui ho avuto interlocuzioni sul tema, a dare la mia massima disponibilità per accelerare il corso di questa riforma e per sollecitarne l'esame da parte dei competenti organi del Governo"

TROPPI FEMMINICIDI

Marta Cartabia ha posto l’accento su un’altra grave emergenza del nostro paese: i femminicidi, che spesso avvengono tra le mura domestiche: “Troppi i casi di violenza sulle donne, troppi i femminicidi, troppe le violenze sui bambini, troppi i drammi che originano in ambito domestico di cui abbiamo notizia quotidianamente. E’ una vera barbarie”. La Guardasigilli ha effettuato un passaggio anche sul sovraffollamento delle carceri: “ Il problema più grosso negli istituti penitenziari continua ad essere il sovraffollamento: ad oggi su 50.832 posti regolamentari, di cui 47.418 effettivi, i detenuti sono 54.329, con una percentuale di sovraffollamento del 114%. E' una condizione che esaspera i rapporti tra detenuti e rende assi più gravoso il lavoro degli operatori penitenziari, a partire da quello della polizia penitenziaria, troppo spesso vittima di aggressioni”.


Tags: carceri, Cartabia, femminicidi, giustizia, processi

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