Caso Suarez, Giuliana Grego Bolli, l'ex rettrice dell'Università per gli stranieri di Perugia si racconta

10 febbraio 2021, ore 17:00 , agg. alle 09:05

In un'intervista l'ex rettrice dell'ateneo racconta i fatti e si difende dalle accuse che le sono state rivolte

Giuliana Grego Bolli, l'ex rettrice dell'Università per gli stranieri di Perugia, in un intervista ha raccontato la sua versione di quanto accaduto lo scorsa estate, quando l'allora calciatore del Barcellona Suarez sostenne nell'ateneo umbro l'esame per ottenere la cittadinanza italiana. "Non ho mai avuto la sensazione che ci fosse la volontà di favorire la Juventus, né pressioni di alcun genere. A me di Suarez non importava niente. Quando il rettore dell'Università degli Studi di Perugia mi ha chiamato per dirmi che la Juventus stava cercando di fargli fare l'esame di italiano, mi hanno dovuto spiegare chi fosse. Il calcio non mi interessa. Nella mia famiglia sono tutti juventini, ma io non guardo le partite. Ho pensato che fosse un buona opportunità per rilanciare la visibilità del mio Ateneo. La foto con lui l'ho fatta per mio nipote, che è juventino pure lui, mi aveva chiesto di portagli l'autografo". Grego Bolli, 69 anni, è indagata per falso e rivelazione di segreto d'ufficio.


La difesa della Gergo Bolli

"Non mi riavvicinerei al mondo del calcio. Se ritornasse un Suarez a chiedere di fare l'esame, direi di no. Non per Suarez, ma per il clamore che si porta dietro il calcio. Sono uscita provatissima da questa storia. Non ho avuto alcun ruolo nella preparazione né dell'esame, né del certificato consegnato a Suarez il 22 settembre. Il livello B1 richiede una capacità di farsi capire a livello medio-basso. Suarez, essendo ispanofono, era facilitato come comprensione e produzione lessicale. Durante la pandemia, inoltre, l'esame di B1 si tiene solo in forma orale e dura circa 12 minuti. A queste condizioni risulta più accessibile, tant'è che tra giugno e luglio nessuno dei 60 candidati che lo ha sostenuto da noi è stato bocciato. Avendo studiato, Suarez poteva superare un B1. In passato abbiamo avuto padre Georg Gänswein, l'assistente di papa Ratzinger. Se me l'avesse chiesto, avrei anticipato la sessione d'esame anche per lui perché siamo un'istituzione pubblica. Mi ferisce la cattiveria di chi ha pensato che volessi favorire un ricco, cosa proprio contraria al miei principi".


Una vicenda che ha destato scalpore

Il 17 settembre, quando Luis Suarez si presentò all’Università per gli stranieri di Perugia, accolto da un nugolo di tifosi, per sostenere l’esame di italiano propedeutico all’ottenimento della cittadinanza, conosceva già le domande degli esaminatori e aveva imparato le risposte a memoria. Lo stesso giocatore, ex Barcellona ora in forza all’Atletico Madrid, lo ha ammesso davanti ai magistrati che lo hanno ascoltato in videoconferenza come persona informata dei fatti nell’ambito di una rogatoria internazionale. La Juventus ha sempre sostenuto di non aver fatto pressioni per avere una corsia preferenziale nell’ottenimento della cittadinanza a Suarez e quindi tesserarlo, ma di essersi informata, con la telefonata di Paratici alla ministra De Micheli, amica di infanzia, per conoscere la procedura e i tempi, decidendo poi di soprassedere al tesseramento perché non fattibile nelle date del mercato. Visti i rapporti con l’entourage del giocatore, il club lo avrebbe poi messo in contatto con i vertici dell’ateneo per districarsi nelle pratiche burocratiche perché Suarez, sebbene scaricato dalla Juventus, voleva comunque sostenere l’esame. 

Caso Suarez,  Giuliana Grego Bolli, l'ex rettrice dell'Università per gli stranieri di Perugia si racconta
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