Cesare Prandelli si dimette da allenatore della Fiorentina, al suo posto pronto a tornare Iachini

23 marzo 2021, ore 15:34 , agg. alle 09:23

Mi fermo per ritrovarmi, la mia carriera può finire qui ma non ho rimpianti e non voglio averne

L’ex tecnico della Nazionale lascia Firenze a due giorni dalla sconfitta contro il Milan, dopo aver collezionato solamente 5 vittorie in 21 giornate di campionato. Al suo posto pronto a tornare Beppe Iachini, a cui Prandelli era subentrato a inizio novembre.  Prandelli, che aveva guidato la Fiorentina dal 2005 al 2010, era tornato sulla panchina dei viola con grandi aspettative, che sono però state disattese: la squadra ha conquistato appena 21 punti in Serie A dal 22 novembre in avanti e attualmente si trova al 14esimo posto in classifica, con 7 punti di margine sulla zona retrocessione. 


Una lunga lettera per spiegarsi

Con un lungo e profondo post pubblicato sulla pagina della Fiorentina, Prandelli ha spiegato così le motivazioni della sua scelta: "È la seconda volta che lascio la Fiorentina. La prima per volere di altri, oggi per una mia decisione. Nella vita di ciascuno, oltre che alle cose belle, si accumulano scorie, veleni che talvolta ti presentano il conto tutto assieme. In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono. Ho intrapreso questa nuova esperienza con gioia e amore, trascinato anche dall’entusiasmo della nuova proprietà. Ed è probabilmente il troppo amore per la città, per il ricordo dei bei moneti di sport che ci ho vissuto che sono stato cieco davanti ai primi segnali che qualcosa non andava, qualcosa non era esattamente al suo posto dentro di me. La mia decisione è dettata dalla responsabilità enorme che prima di tutto ho per i calciatori e per la società, ma non ultimo per il rispetto che devo ai tifosi della Fiorentina. Chi va in campo a questo livello, ha senza dubbio un talento specifico, chi ha talento è sensibile e mai vorrei che il mio disagio fosse percepito e condizionasse le prestazioni della squadra. In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose. Sono venuto qui per dare il 100%, ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro. Ringrazio Rocco Commisso e tutta la sua meravigliosa famiglia, Joe Barone e Daniele Pradè, sempre vicini a me e alla squadra, ma soprattutto ringrazio Firenze che so che sarà capace di capire. Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più. Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono".

Cesare Prandelli si dimette da allenatore della Fiorentina, al suo posto pronto a tornare Iachini
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