Ciclismo, è morto per un malore Felice Gimondi

 16 agosto 2019

Il campione di ciclismo stava facendo il bagno nelle acque di Giardini Naxos

Era simbolo di un'Italia felice, che ora appare ancora più vuota e lontana. Felice Gimondi, un monumento dello sport italiano, ha scelto l'estate per andarsene, la stagione del Tour de France, uno dei grandi giri che ha conquistato nella sua lunga e straordinaria carriera. La morte lo ha colto in mare, quello sì ambiente inusuale per un ciclista abituato alle ampie pianure e alle grandi salite. Lo ha colto un malore mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos, nei pressi di Taormina, dove era in vacanza insieme alla
famiglia. Inutili tutti i tentativi di intervento. Gimondi, che avrebbe compiuto 77 anni il 29 settembre, era sofferente di cuore e secondo i soccorritori sarebbe rimasto vittima di un infarto. Il cuore, che insieme a due gambe d'acciaio lo aveva spinto spesso oltre i limiti, facendogli toccare tra il 1965 e il 1979 tutte le vette della gloria sportiva in un palmares unico, che comprende tra l'altro tre Giri d'Italia, un Tour de France, una Vuelta, un Mondiale, una Roubaix, una Sanremo e due Giri di Lombardia. Vittorie ma anche sconfitte, in una stagione d'oro del ciclismo che viveva su grandi rivalità. In Italia, i suoi "nemici" erano Vittorio Adorni (classe '37) e Gianni Motta ('43) ma sulla sua strada si trovò troppe volte davanti il "Cannibale", Eddy Merckx. "Stavolta perdo io" è il commento a
caldo del campionissimo belga, che si dice distrutto. "Perdo prima di tutto un amico e poi l'avversario di una vita. Abbiamo gareggiato per anni sulle strade l'un contro l'altro, siamo diventati amici a fine carriera. L'avevo sentito due settimane fa, come capitava ogni tanto".  
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