Cieco e sordo nuota 7 km in mare per la ricerca

 10 ottobre 2019

Alessandro Mennella ha gareggiato legato con una corda alla fondatrice della non profit RarePartners, Marcella Zaccariello

Una traversata a nuoto in mare aperto di 7 km legati l'uno all'altra, coscia a coscia, da una corda di soli 50 centimetri e da una fiducia totale: è l'impresa sportiva, ma soprattutto umana, di Alessandro Mennella, genovese di 36 anni, sordo e cieco a causa della sindrome di Usher, e Marcella Zaccariello, nuotatrice master e tra i fondatori di RarePartners, società milanese non profit nata nel 2010 con lo scopo di supportare lo sviluppo di nuove terapie e strumenti diagnostici nel settore delle malattie rare. Settemila metri come i 7000 euro che volevano raccogliere per le ricerche sulla sindrome di Usher, ma alla fine ne sono arrivati il doppio. E al traguardo della terza tappa dell'Italian Open Water Tour, da Finale Ligure a Noli, sono arrivati anche loro due, dopo tre ore di fatica aumentata da un mare che a metà gara ha voltato le spalle ai 145 partecipanti, molti dei quali si sono arresi alle correnti e a onde di oltre un metro. Alessandro e Marcella no, hanno nuotato sino alla meta per vincere una sfida che andava oltre la competizione. "Per me non era una gara, ma un viaggio straordinario in cui l'unico linguaggio possibile era scriversi sul palmo con la mano", racconta Marcella, che aveva battezzato l'iniziativa "Mi fido di te", per sottolineare la reciproca fiducia alla base dell'impresa. "Non era importante il tempo finale, ma il tempo condiviso in mare. Il tempo di sentire la giusta sintonia nelle nostre bracciate, di parlarci senza bisogno di emettere un suono, di capirci senza bisogno di guardarci, con i miei occhi e le mie orecchie che guardavano e sentivano per entrambi", spiega. 
Cieco e sordo nuota 7 km in mare per la ricerca

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