Condomini, uffici e case a rischio contaminazione per il Covid, spesso valori medi superiori a quelli presenti in un wc

12 maggio 2021, ore 17:00

Una recente ricerca ha dimostrato che, in molti ambienti in cui viviamo o con i quali siamo a contatto, il pericolo di essere contagiati è elevatissimo e necessitano di un'attenta sanificazione

La diffusione della pandemia ci ha reso più sensibili alla qualità della pulizia e dell’igienizzazione degli spazi che dividiamo con gli altri. In particolare, sempre più persone richiedono al proprio amministratore di condominio di fare particolare attenzione agli ambienti comuni, all’interno e all’esterno del palazzo, chiedendo spesso sanificazioni e una pulizia più accurata e approfondita per cercare di limitare il rischio di contagi.


Condomini sanificati come ospedali

Oggi i condomini vengono sanificati al pari di un ospedale, utilizzando le stesse tecniche e i medesimi strumenti", ha spiegato Vittorio Lovardi, esperto di sanificazione ambientale, "se fino ad appena un anno fa le richieste che si ricevevano con maggior frequenza erano relative alla pulizia di decoro, adesso la consapevolezza e l’attenzione alla disinfezione hanno completamente spostato tale richiesta verso una vera e propria sanificazione d’ambiente. Tra le tecniche che si usano di più oggi, infatti, ci sono tamponi istantanei testati con bioluminometro, bioluminescenza, biocidi e istallazione di dispenser con igienizzanti, esattamente al pari di una struttura sanitaria". "Inoltre",  ha continuato Lovardi, "è stato introdotto un protocollo di igienizzazione condominiale, adottando tecniche e attrezzature che fino ad oggi avevamo adoperato solo in ambienti ospedalieri, come, ad esempio, i sistemi a frange in microfibra preimpregnata di soluzione disinfettante. La finalità è rendere sicuro il condominio al momento della sanificazione e disinfezione, ma anche di mantenerlo in quello stato, il più a lungo possibile. Molte aziende del settore hanno introdotto anche il monitoraggio della carica microbiologica che consente di sapere quanta carica batterica c’era prima e dopo il servizio”.


Contaminazioni come in un wc

Secondo uno studio recente, la maniglia del portone d’ingresso di un Condominio, le pulsantiere, citofono e ascensore, e il corrimano, sono nell' 89% dei casi più contaminate di un wc. Pensate i valori sono di circa 4 volte più alti. La misurazione è stata eseguita prima della pulizia della scala, a distanza di 3 giorni dall’intervento precedente. La stessa analisi è stata eseguita un’ora dopo dall’intervento di pulizia, svolto da un’impresa che utilizzava detersivi e materiali di pulizia domestici. Anche se i valori erano diminuiti di molto, nel 92% dei casi era presente una carica batterica che di lì a poco sarebbe tornata su livelli altissimi.


Case non immuni dai rischi

La stessa indagine ha analizzato anche le superfici delle nostre case, quali maniglie delle porte, telefoni, tastiere dei PC, interruttori della corrente, citofoni. Nel 67% dei casi i valori erano di circa 2,5/3 volte più alti rispetto ai livelli di contaminazione di un wc medio e, anche in questo caso, la carica batterica  è restata, comunque, alta dopo la pulizia con panni e detersivi domestici.


Infine gli uffici....

Infine gli uffici, dove le contaminazioni di telefoni, tastiere, stampanti, macchinette del caffè, scrivanie e rubinetti si sono dimostrate elevatissime, nel 79% dei casi raggiungevano un livello circa 6 volte più alto di quello di un wc medio. Anche in questo caso è stata rilevata la presenza di infestanti nel 13% dei casi. È emersa una relazione inversa tra livello di igiene negli uffici e assenze per malattia dei lavoratori.



Condomini, uffici e case a rischio contaminazione per il Covid, spesso valori medi superiori a quelli presenti in un wc
Tags: casa, condominio, contaminazione, Covid, ufficio

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