Covid, il Cts consiglia al governo fine settimana ‘rossi’ in tutta Italia come durante le feste di Natale

09 marzo 2021, ore 19:00 , agg. alle 11:37

Gli esperti dicono no a un lockdown nazionale, la strada giusta resta il sistema a fasce e gradualità, ma tutte le regole, per ogni livello, vanno inasprite, specie con l’introduzione di una zona rossa automatica quando si supera la soglia dei 250 casi

Zona rossa automatica appena si supera la soglia dei 250 casi su 100 mila abitanti in 7 giorni e weekend rossi in tutta Italia come durante le vacanze di Natale. Sono i principali suggerimenti forniti dal Comitato tecnico scientifico riunito questa mattina per più di tre ore dopo che il governo ha chiesto di valutare nuove misure in considerazione dell'aumento dei contagi dovuti alle varianti.


No al lockdown generale

Insomma, gli esperti avrebbero detto no a un lockdown nazionale. La strada giusta resta il sistema a fasce e gradualità, ma tutte le regole, per ogni livello, vanno inasprite. In particolare, gli esperti hanno insistito sull'urgenza di introdurre una zona rossa automatica quando si supera la soglia dei 250 casi. Una zona rossa che sia però totale, rafforzata, con misure stringenti perché ad oggi in molte realtà non è così. Il passaggio in zona rossa (non solo scuole chiuse), ha raccomandato il Cts, deve essere quindi automatico e non a discrezione del Governatore come prevede ora il Dpcm. Lo scopo è riuscire a riprendere il contact tracing che sarà possibile solo se si raggiungeranno i 50 casi per 100mila in 7 giorni: questa infatti, hanno osservato gli esperti, è la soglia minima per un completo tracciamento. Di pari passo, però, ha sottolineato il Cts, va estesa il più possibile la vaccinazione per limitare la diffusione delle varianti, sulle quali va anche potenziato il sequenziamento. Le indicazioni date questa mattina dal Comitato tecnico scientifico al governo non sono nuove. Secondo quanto si apprende, la maggior parte dei suggerimenti sono stati più volte proposti già dallo scorso gennaio, ma sempre inascoltati.


La bufera su Casalino

"Ci sono alcune persone del Pd straordinarie come Zingaretti e Franceschini ma ci sono alcuni cancri, alcuni elementi devastanti che riescono a distruggere anche il bello del Pd, bisognerebbe estirpare questi cancri". L'uscita infelice è di Rocco Casalino, ospite della trasmissione di Raiuno 'Oggi è un altro giorno'. Il portavoce dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte la tira fuori al termine di un'intervista quasi tutta incentrata sulla sua storia personale raccontata nel libro 'Il Portavoce' quando la conduttrice Serena Bortone gli chiede se il futuro del Movimento5 stelle è nell'alleanza con il Pd. Casalino si rende conto subito di aver usato le parole sbagliate: "È troppo forte? Ho usato un'espressione sbagliata...ci sono elementi negativi da estirpare".


La reazione del Pd

Ma la reazione del Pd non si fa attendere. "Casalino offende il Pd, ci insulta e dimostra disprezzo per il nostro dibattito interno. Vorrei capire esprime sue opinioni personali o se parla a nome del M5s o a nome del prof. Conte? Cancro da lui evocato, misura sua cultura politica", scrive il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci su twitter. Il dirigente nazionale del Pd Nicola Oddati definisce "del tutto inaccettabili i gravissimi insulti del signor Rocco Casalino alla comunità del Partito Democratico, intollerabili per gli argomenti e le parole usate. Se ne vergogni e porti rispetto per una comunità che ha tanto da insegnare, un largo consenso nel Paese e migliaia di eletti nelle istituzioni". Commenta anche l'ex ministro per il Sud Peppe Provenzano: "Nel Pd non ci sono 'cancri da estirpare'. Casalino si scusi e chiunque commenti le nostre vicende porti rispetto verso una comunità che ha problemi, difetti, ma anche la forza di mettersi in discussione democraticamente, cambiare e uscire da una crisi più forte di prima". Arriva anche il commento del 'predecessore' di Casalino a Chigi, Filippo Sensi, oggi deputato Pd, ma in passato portavoce di Paolo Gentiloni premier: "Leggo che il portavoce - ex? - di un ex presidente del consiglio andrebbe in tv a dire che nel Pd ci sarebbero dei cancri da estirpare. Non so se alluda a persone o a cosa. Non ho mai commentato, per indole e garbo, il suo comportamento professionale quando era al governo. Ma che vada in giro, e alla Rai - vorrei verificare meglio - a giocare sulla malattia, sulla pelle degli altri e sulla dignità di una comunità politica, la mia, anche no. Non sarò io a fare interrogazioni, a chiedere dimissioni o prese di distanza, ma un minimo di rispetto sì". "Finché con il voto al governo Conte il suo lauto stipendio veniva garantito non c'era nessun 'cancro da estirpare' nel Pd. Quando parla del mio partito Casalino si sciacqui la bocca", scrive su Twitter Alessia Morani, deputata del Pd.

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Tags: Casalino, Cts, governo, Natale

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