Covid, il governo vede le Regioni e apre al super green-pass, giovedì il Cdm varerà il decreto

22 novembre 2021, ore 19:27 , agg. alle 19:56

Il certificato verde consentirà soltanto ai vaccinati e ai guariti di frequentare i luoghi a maggior rischio di contagio: bar, ristoranti, teatri, cinema, stadi, palestre, piscine. Per andare al lavoro sarà sufficiente il tampone. 3° dose dopo 5 mesi

Green pass per i vaccinati in modo da «mettere in sicurezza il sistema sanitario e le attività per anticipare scenari di criticità»: è questa la richiesta presentata dal presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga al governo a nome di tutti i governatori. E l’esecutivo ha aperto:  "Valuteremo e decideremo subito". Fra domani e dopodomani la cabina di regia con Draghi. In settimana il varo del nuovo decreto, forse prima un nuovo incontro.


Il nuovo decreto

Insomma, questa è la settimana decisiva per il nuovo decreto che dovrà dare il via al «super green pass», il certificato verde che consentirà solo ai vaccinati e ai guariti di frequentare i luoghi a maggior rischio di contagio: bar, ristoranti, teatri, cinema, stadi, palestre, piscine. A Palazzo Chigi i ministri Mariastella Gelmini e Roberto Speranza, insieme al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Garofoli hanno visto il presidente Fedriga e gli altri Governatori. Sul tavolo la lettera datata 18 novembre e inviata al presidente Mario Draghi, con cui la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha espresso «forte preoccupazione» per il peggioramento dei dati epidemiologici in alcune aree del Paese, e ha chiesto (e ottenuto) di battere con decisione un colpo.


La campagna vaccinale

A innescare il pressing dei Presidenti è stato il timore che la quarta ondata di Covid 19, in coincidenza con la stagione turistica invernale e con le festività natalizie che si avvicinano, possa avere una pesante ricaduta «sulla ripresa economica e sulle attività sociali». Regioni e Province insomma spingono perché Mario Draghi e l’intero governo aprano una riflessione «sulla tenuta delle regole attualmente vigenti», decise quando il numero dei vaccinati era molto inferiore e quando Palazzo Chigi ha dato il via al green pass. Ora però lo scenario è cambiato e Fedriga, Toti, Fontana, Zaia, Bonaccini, Zingaretti e gli altri Governatori invocano trasversalmente nuove e più stringenti norme che scongiurino «danni economici incalcolabili legati all’incertezza che i prossimi passaggi di zona rischierebbero di provocare alle attività». Quattro le mosse caldeggiate: accelerare la campagna vaccinale, partire «da subito con la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini», potenziare lo strumento del green pass, e aumentare i controlli alle frontiere con i Paesi a maggiore circolazione del virus.


I no vax

Dunque, la linea indicata dai Governatori è chiara e netta, favorevole la posizione dell’esecutivo: le restrizioni imposte delle zone colorate devono essere a carico delle persone non vaccinate. Chi invece si è fidato della scienza e del governo e ha accettato di immunizzarsi, deve poter accedere a tutte le attività sociali e di svago grazie a un green pass rilasciato solo a guariti e vaccinati. Per andare al lavoro sarebbe sufficiente invece il tampone. Ma con ridotta validità temporale: il molecolare passa da 72 a 48 ore, l’antigenico, cioè quello rapido, da 48 a 24 ore.


La terza dose

Contestualmente il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato che la terza dose verrà somministrata dopo 5 mesi: "La dose di richiamo contro Covid-19 è cruciale per proteggere meglio noi e chi ci sta accanto. Dopo l'ultimo parere di Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, sarà possibile farla a 5 mesi dal completamento del primo ciclo. Vacciniamoci tutti per essere più forti".
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Tags: covid, governo, Regioni, Speranza

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