Ddl Zan, ancora fumata nera nella maggioranza, voto al buio la prossima settimana in aula al Senato

06 luglio 2021, ore 18:43 , agg. alle 09:22

L’ultima mossa in giornata è stata fatta dal presidente della commissione giustizia di Palazzo Madama, il leghista Andrea Ostellari, che aveva proposto una modifica al testo che creasse un punto di equilibrio tra le parti. Ma non si è trovato l’accordo

Alla fine non è stata raggiunta l’intesa, nonostante anche un appello del presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, e il testo del provvedimento approderà in aula così come è stato votato alla Camera. Un’ulteriore mossa in giornata era stata fatta dal presidente della commissione giustizia di Palazzo Madama (dove il provvedimento si è arenato), il leghista Andrea Ostellari, che aveva proposto una modifica al testo che creasse un punto di equilibrio tra le parti attualmente inconciliabili. Ma non si è trovato l’accordo tra i partiti di maggioranza, e l’aula ha confermato la calendarizzazione della legge il 13 luglio alle 16,30, respingendo i calendari alternativi proposti da Fi e Lega che prevedevano l'approdo il 20. Si va dunque al voto la prossima settimana a Palazzo Madama, dove però l’approvazione appare fortemente a rischio.


La scheda

Il ddl Zan, ovvero il provvedimento contro l'omofobia, ha incassato il primo via libera della Camera il 4 novembre del 2020. Da allora è 'impantanato' al Senato, dove il centrodestra di governo, assieme a FdI, chiedono di modificarne l'impianto, mentre Pd, M5s e Leu insistono affinché venga approvato entro l'estate senza alcuna modifica. Questi i punti cardine del provvedimento:

- OMOFOBIA È REATO PENALE: il ddl modifica la cosiddetta Legge Mancino ("Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa") e, quindi, l'articolo 604 bis del codice penale, aggiungendo tra i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, punibili con la detenzione, anche gli atti di violenza o incitamento alla violenza e alla discriminazione "fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere o sulla disabilità".

- PUNITE ANCHE DISCRIMINAZIONI CONTRO DISABILI: inserita durante l'esame in Aula a Montecitorio, la modifica al testo aggiunge ai reati di discriminazione anche quelli commessi contro i disabili.

- FINO A 6 ANNI DI CARCERE: il reato di omofobia è punito, come gli altri reati di discriminazione, in base all'articolo 604 bis del codice penale, con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro per chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere e sulla disabilità; è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi oppure fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere e sulla disabilità. Inoltre, la legge modifica anche l'articolo 604 ter del codice penale, relativo alle circostanze aggravanti, aggiungendo anche l'omofobia e la disabilità tra i reati la cui pena è aumentata fino alla metà (quindi si può arrivare fino a 6 anni di reclusione). La legge modifica anche l'articolo 90 quater del codice di procedura penale, relativo alle condizioni di particolare vulnerabilità: le vittime di un reato di discriminazione godono di particolari tutele e protezioni durante il processo.

- GIORNATA NAZIONALE CONTRO L'OMOFOBIA: viene istituita, il 17 maggio, la Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell'inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, in attuazione dei principi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.

- INIZIATIVE IN TUTTE LE SCUOLE: è uno dei punti più controversi del testo, contro cui si batte il centrodestra e che anche i renziani vorrebbero modificare. Sono previste, in occasione della Giornata nazionale, iniziative nelle scuole di ogni ordine e grado, quindi anche nelle classi delle elementari.

– DEFINIZIONI e IDENTITA' DI GENERE: è un altro punto molto contestato dal centrodestra. Anche Italia viva chiede di sopprimere l'articolo in cui si parla di identità di genere. Inserito durante l'esame in Aula della Camera, l'articolo specifica le varie definizioni contenute nel testo della legge. Per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l'attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l'identificazione percepita e manifestata di se' in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione.

 - CLAUSOLA 'SALVA IDEE': è una modifica al testo fatta durante l'esame in Aula alla Camera. In sostanza, viene garantito e tutelato il pluralismo delle idee e la libertà delle scelte. Si tratta di una norma inserita dopo una mediazione all'interno della maggioranza e anche per rispondere alle molte critiche sollevate non solo dalle opposizioni ma anche da una ampia sfera del mondo cattolico. Il testo recita: "Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché l condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti". Anche in questo caso c. destra e Iv ne chiedono lo stralcio.

- NASCONO I CENTRI ANTIDISCRIMINAZIONI: si dispone lo stanziamento di 4 milioni aggiuntivi all'anno per il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, al fine di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere e per il sostegno delle vittime. Inoltre, viene istituito un programma per la realizzazione, in tutto il territorio nazionale, di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. I centri garantiscono adeguata assistenza legale, sanitaria, psicologica, di mediazione sociale e ove necessario adeguate condizioni di alloggio e di vitto alle vittime.


Ddl Zan, ancora fumata nera nella maggioranza, voto al buio la prossima settimana in aula al Senato
Tags: Casellati, Renzi, Salvini, Zn

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