Dieta Mediterranea,10 anni dal riconoscimento Unesco come Patrimonio Culturale

14 novembre 2020, ore 11:00

Il suo appeal è in caduta, complice la concorrenza di nuove diete, ma fa bene alla salute e alle tasche

Fa bene alla salute e al portafogli eppure, mai come di questi tempi, gli italiani sembrano essersi dimenticati della Dieta Mediterranea, il modello alimentare per eccellenza che, con la sua piramide, ha fatto scuola in tutto il mondo. E' tempo di bilanci per la Dieta Mediterranea, in vista del decimo anniversario, lunedi' 16 novembre, dal riconoscimento Unesco come "Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanita'. Uno stile di vita, piu' che un semplice elenco di alimenti, - dove primeggiano verdure, frutta freschi, legumi, olio e cereali - che negli anni ha perso smalto a beneficio, come spiega il Crea, di diete low-carb, povere di carboidrati e molto ricche di proteine che promettono dimagrimenti rapidi, ma non salutari a lungo termine. Prova ne e', sottolinea la Fondazione Barilla, che il gran numero di italiani obesi o in sovrappeso, il 25% dei minorenni e il 46% degli adulti.

Lo studio

Numeri alla mano, uno studio condotto dalla ricercatrice del Crea Alimenti e Nutrizione, Stefania Ruggeri, rivela che appena il 10% della popolazione italiana aderisce perfettamente alla Dieta Mediterranea, mentre il 23% non la segue affatto. Tra le cause alla base dell'abbandono "c'e' la difficolta' nel seguire questo modello alimentare e soprattutto la mancanza di fiducia nelle sue potenzialita' salutistiche, compreso il mantenimento del peso corporeo". Il segreto, secondo Ruggeri, e' "riappropriarci della nostra tradizione ma in una chiave piu' attuale, scegliendo con cura gli alimenti che mettiamo in tavola, investendo in qualita' e facendo attenzione alle quantita'". Avanti tutta quindi su olio extra vergine, tra i prodotti sotto attacco da bollini allarmistici ed etichette a semaforo adottati da molti Paesi come ricorda la Coldiretti, e poi frutta, verdura, cereali e legumi, ma anche pesce azzurro e non piu' solo spigole, orate o sogliole. Rispetto a 10 anni fa Fedagripesca-Confcooperative ricorda che oggi sono sul mercato tante specie una volta appannaggio solo di pochi gourmet, dall'aguglia al cicerello alla sardina diventata vera star della cucina salutare. E un bell'aiuto al rilancio arriva anche dal punto di vista economico, perche' scegliere prodotti della Dieta Mediterranea permette di risparmiare 7 euro alla settimana, come rivelano i dati dell'Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market/Swg), secondo il quale per un carrello Med si spendono 46,27 euro alla settimana contro i 53,55 euro di quello standard. Insomma un modello da rilanciare a tutti gli effetti per fare in modo che torni ad essere una dieta "cool".

Dieta Mediterranea,10 anni dal riconoscimento Unesco come Patrimonio Culturale
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