Elezioni, tutti contro Letta (Pd), mentre slittano il Cdm e il nuovo decreto contro il caro-bollette

07 settembre 2022, ore 18:50 , agg. alle 19:08

Nel frattempo la stretta governativa sui riscaldamenti vale un risparmio di 178,63 euro sulla bolletta annuale. Se si sommano i comportamenti di riduzione dei consumi suggeriti dal ministero della Transizione ecco altri 428.75 euro: in totale 607,58 euro

Il Consiglio dei ministri chiamato a varare il nuovo provvedimento contro i rincari potrebbe slittare a venerdì (domani solo valutazione dell'entità delle risorse a disposizione), nel frattempo la stretta governativa sui riscaldamenti vale un risparmio di 178,63 euro sulla bolletta annuale. Se a questo si aggiungono i comportamenti di riduzione dei consumi suggeriti dal piano predisposto dal ministero della Transizione Ecologica si aggiungono altri 428.75 euro: in totale un risparmio possibile - in grado di compensare e in alcuni casi di annullare i rincari in bolletta - che vale 607,58 euro. A fare i conti è un documento dell'Enea, che ha collaborato alla predisposizione del piano del ministro Roberto Cingolani. Lo studio stima voce per voce i risparmi dalla doccia alla lavatrice.


Il pericolo

Nel frattempo il pericolo non è rappresentato da una vittoria della destra visto che, in fondo, sono pur sempre gli elettori a decidere. A preoccupare il segretario Pd, Enrico Letta, è piuttosto quella "torsione maggioritaria" che potrebbe realizzarsi a causa del "combinato disposto" di taglio dei parlamentari e Rosatellum. Letta ne ha parlato ai microfoni di Nsn, dichiarazioni che hanno segnato l’intera giornata politica.


La democrazia

"La democrazia non è a rischio se vince la destra, il nostro sistema regge e reggerà. Sono gli italiani che scelgono", sottolinea il leader dem spiegando che il suo voleva essere un "appello riguardante il sistema elettorale che ha voluto Renzi e che può consentire alla destra italiana, con solo il 43 per cento dei voti - e se il resto del campo è diviso e noi privati di voti - di avere il settanta per cento di rappresentanza democratica". Per Letta, infatti, "con il taglio dei parlamentari si sarebbe dovuto cambiare la legge elettorale. Così le cose si sarebbero equilibrate. Abbiamo tentato. Non ce lo hanno permesso. Ora la riduzione dei seggi con questa legge maggioritaria rende il sistema maggioritario all'eccesso". Questo sì, "un rischio".


Il Nazareno

Dal Nazareno si chiarisce ancor di più il concetto: "Come è noto, il Pd - da anni e fino all'ultimo minuto possibile, prima con Zingaretti e poi con Letta stesso - ha provato a cambiare la legge elettorale attraverso interlocuzioni, a tutti i livelli, con la gran parte delle forze parlamentari. Non aver corretto il Rosatellum una volta fatta la riduzione è stato un errore grave del sistema politico che ha portato a questa folle torsione iper-maggioritaria". E a chi gli attribuisce, in qualità di segretario del Pd, la paternità della "legge elettorale peggiore di sempre", Letta risponde che "ha ragione Meloni" nel ricordare che il Rosatellum è stato voluto dal Pd. Ma si trattava di un altro Pd: "Lo impose Renzi pensando di prendersi il 70 per cento del Parlamento, poi è andata come è andata". Quando il Rosatellum nacque, nel 2017, Enrico Letta era a Parigi a dirigere SciencesPo, l'istituto di studi politici della capitale francese. Intanto, a Roma, il Partito democratico si spaccava proprio a causa del Rosatellum. Pierluigi Bersani e un'altra decina di parlamentari uscirono dal partito in polemica con il premier e segretario Pd, Matteo Renzi, che aveva posto una doppia fiducia sulla legge elettorale che porta il nome di Ettore Rosato, oggi presidente di Italia Viva. A questo si riferisce Letta quando dice che la legge elettorale "la impose Renzi". il Pd, certo, la votò.


Il Brescellum

Poi, dopo il congresso che elesse Nicola Zingaretti nuovo segretario, tentò di correggerla assieme al Movimento 5 Stelle, con il disegno di legge noto come Brescellum, dal nome di Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari Costituzionali, primo firmatario del testo. La legge, però, finì per incagliarsi contro le resistenze di Forza Italia e Italia Viva, con i renziani a spingere per il modello di Sindaco d'Italia. "Con il taglio dei parlamentari s isarebbe dovuto cambiare la legge elettorale. Così le cose si sarebbero equilibrate. Abbiamo tentato. Non ce lo hanno permesso. Ora la riduzione dei seggi con questa legge maggioritaria rende il sistema maggioritario all'eccesso. Un rischio", conclude Letta.

Elezioni, tutti contro Letta (Pd), mentre slittano il Cdm e il nuovo decreto contro il caro-bollette
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