Emanuele Dessì a RTL 102.5: “La nostra alleanza nasce da un disagio di gran parte degli italiani. Ricominciare ad acquistare il gas dalla Russia, l’invasione dell’Ucraina è criticabile ma dal punto di vista geopolitico è qualcosa che abbiamo fagocitato"

20 agosto 2022, ore 10:03

Emanuele Dessì, alleanza Italia sovrana e popolare, è stato ospite questa mattina a Non Stop News con Barbara Sala, Enrico Galletti, Luigi Santarelli e Massimo Lo Nigro

L’ANIMA CHE PREVALE IN QUESTA ALLEANZA POLITICHE

Euroscettici, populisti, no vax. Qual è l’anima che prevale in questa alleanza politica? “Sono caratterizzazioni standard che per certi versi possono anche essere usate. La nostra alleanza nasce da un disagio grande di gran parte degli italiani che devono capire bene per chi andare a votare il 25 settembre. Veniamo da due, tre anni di situazioni incomprensibili che gli italiani hanno subìto, che hanno fatto male e messo in difficoltà. Oggi ci sono tante persone che non sanno di chi fidarsi e a chi affidarsi. In questo noi siamo riusciti a mettere insieme, prima tramite l’operazione politica di un gruppo parlamentare quasi completamente gli ex Cinque Stelle, poi attraverso la presenza in tantissime piazze italiane contro le politiche vaccinali, contro le politiche sulle armi e sulla guerra, questa formazione velocemente perché siamo stati costretti dall’accelerazione della crisi a una formazione politica nuova. Raccoglie al suo interno oltre quindici organizzazioni di partiti e movimenti e che ha completato ieri la raccolta delle firme necessarie per la presentazione in tutti i collegi della nostra proposta”.

LA RICETTA DI ALLEANZA ITALIA SOVRANA E POPOLARE

Il problema principale è l’aumento incontrollato delle spese principali da affrontare ogni mese: costo per le bollette, benzina, spesa alimentare. A fronte di questi aumenti incontrollati e talvolta inspiegabili non c’è nessun adeguamento nei salari. Il sistema di sanzione attuato in questi ultimi mesi a carico di altri Paesi del mondo che non consente di approvvigionare il gas, l’energia da Paesi che fino a venti giorni fa erano amici mettono in difficoltà le parti più fragili del Paese”.
Quali sono le soluzioni? “Interrompere il sistema sanzionatorio e riaprire a tutti i Paesi, soprattutto la Russia”.
Quindi si parla anche di ricominciare ad acquistare gas da Mosca? “Esattamente sì”.
Questa proposta si lega alla posizione anche nei confronti dell’Ucraina? “L’invasione dell’Ucraina è qualcosa che dal punto di vista umano è totalmente criticabile, dal punto di vista geopolitico è un qualcosa che abbiamo fagocitato e di cui dobbiamo prenderci le responsabilità. Produciamo armi, alimentiamo la produzione delle armi e dei conflitti. C’è un sistema che costringe alcune parti del mondo, soprattutto Europa e Stati Uniti, a continuare una politica egemonica nei confronti del resto del mondo, che sta andando da un’altra parte. La guerra in Ucraina c’era da otto anni, i disastri del mondo c’erano da anni, noi li abbiamo alimentati perché abbiamo un sistema che si basa anche sulla produzione delle armi, dobbiamo invertire questo processo. Mentre le camere erano sciolte e il governo dimissionario, sono stati finanziati con sette miliardi ulteriori spese belliche che sono ingiustificabili se considerate che sette miliardi sono il triplo che noi spendiamo per l’università ogni anno”.
Quanto è realizzabile l’obiettivo di arrivare al 3%? “Parlavo ieri con alcuni esperti di statistica e sondaggi che si stanno facendo in questi momenti. Oggi la stragrande maggioranza delle persone attacca il telefono alla richiesta di una risposta, quindi sui cinquemila tentativi di chiamata che vengono fatte, quattromila vengono abortite immediatamente. I restanti mille, circa quattrocentocinquanta dicono di non saper votare, i restanti danno un’indicazione di voto. Ciò significa che su cinquemila persone solo il 10% sa in che aria politica porsi. Io credo che gli italiani capiranno che perdere un’ora ogni cinque anni per provare a cambiare il loro Paese è un tempo che si può utilizzare. Vedo atteggiamenti dai partiti tradizionali, soprattutto del PD, completamente dilaniato anche all’interno da problemi personali, abbiamo visto la vicenda di Ruberti. Essendo noi l’unica forza alternativa a tutte le forze tradizionali, credo che supereremo il 3%”.
Voi siete antisistema, vorreste uscire dalla NATO e uscire dall’Unione Europea. Quali sarebbero i vantaggi? “I soldi del PNRR è un prestito da strozzinaggio che pagheranno tutte le popolazioni e tutti i nostri giovani nei prossimi vent’anni e diversi vantaggi li stanno ottenendo persone che ottengono vantaggi dall’Unione Europea da vent’anni. I fondi ci sono. Uno Stato funziona con i suoi di soldi. Se continuiamo a dare i nostri soldi a delle organizzazioni fuori dall’Italia o ad aziende che nel frattempo sono uscite dall’Italia, questo non è aiutare il nostro Paese ma è impoverirlo. Perdere sovranità economica e popolare continuamente”.

I RINCARI

L’Italia aveva delle grandissime aziende che anche dal punto di vista energetico riuscivano ad aiutare e a compensare questi aumenti e queste spese. Il problema è stato delle scelte e della filosofia con cui sono state fatte. Abbiamo deciso di puntare tutto sulla privatizzazione, quindi le aziende italiane sono diventate private, per cui il sistema finanziario alla base di questa scelta ha fatto sì che il bisogno di pensare in primis alla finanza e a quindi ai guadagni e non all’aspetto sociale di questi problemi ha creato questo”.

IL M5S

Dessì fa parte di chi ha scelto di abbandonare il M5S. Cosa è andato storto nel percorso del M5S e di chi è la colpa? “La colpa è degli uomini e delle donne, come sempre. Anche le migliori idee corrono sulle gambe delle persone. Il M5S che io ho conosciuto e a cui ho partecipato nasce intorno al 2003-2004, quando è stato creato un movimento popolare che intercettasse quella difficoltà delle persone di riconoscersi nei partiti tradizionali. Questo grande progetto dal punto di vista filosofico e politico secondo me ancora oggi attualissimo ed eccezionale è stato affidato a una serie di persone che purtroppo hanno in qualche modo tradito le aspettative, invece di cercare di trasformare quel sistema che noi criticavamo ne siamo stati assorbiti”.
Di chi è la colpa principale tra le varie guide che ha avuto il M5S? “Le persone che fondamentalmente lo hanno guidato: Di Maio, Crimi e Conte”.


Emanuele Dessì a RTL 102.5: “La nostra alleanza nasce da un disagio di gran parte degli italiani. Ricominciare ad acquistare il gas dalla Russia, l’invasione dell’Ucraina è criticabile ma dal punto di vista geopolitico è qualcosa che abbiamo fagocita
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