Forum dell'Agricoltura, presentata dalla Coldiretti "La lista nera dei cibi più pericolosi"

19 novembre 2021, ore 13:00 , agg. alle 14:44

Nel 2020 in Europa si è registrato un allarme alimentare al giorno. L'India In testa alla classifica dei Paesi che esportano prodotti più contaminati

Siamo davvero sicuri di sapere cosa mettiamo a tavola? Ci sono effettivamente dei rischi per la salute? Domande legittime che dovremmo imparare a porre, per evitare di ingerire cibi nocivi. In effetti se diamo uno sguardo a cosa è accaduto nel 2020 non c’è da stare, particolarmente, tranquilli. In Italia, nel 2020, è scattato quasi 1 allarme alimentare al giorno. Si contano, infatti, 297 notifiche inviate all'Unione Europea, delle quali solo il 19% ha riguardato prodotti del nostro territorio, il 54% stati del Vecchio Continente e il 27% Paesi extracomunitari. Questa è la fotografia emersa da un dossier della Coldiretti su "La black list dei cibi più pericolosi". Lo studio è stato presentato a Roma al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione e fa riferimento a rilevazioni dell'ultimo rapporto del Sistema di allerta rapido europeo.


Attenzione alla provenienza degli alimenti

In testa alla classifica dei Paesi dai quali giungono i cibi più contaminati troviamo l’India, da sola responsabile del 12% degli allarmi alimentari scattati lo scorso anno. Seguono a pari merito Turchia e Polonia, ognuno dei due Stati è stato coinvolto nel 10% delle emergenze. A sorpresa troviamo al quarto posto appaiate la Francia e l’Olanda, davanti alla Cina. L’emergenza, ha sottolineato la Coldiretti, non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo ma anche quelli più ricchi. Riflettori puntati sulle norme in vigore nei Paesi di origine dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. L'87% degli italiani sarebbe favorevole al divieto di importazione di prodotti provenienti da Paesi privi di regole sociali, di sicurezza e sanitarie analoghe a quelle  dell' Unione Europea.


In Italia i cibi pericolosi arrivano  dall’estero

Nel nostro Paese, sottolinea la Coldiretti, oltre otto allarmi alimentari su dieci sono causati da cibi provenienti dall'estero, vale a dire 81%. E bisogna fare attenzione, in particolare, ai semi di sesamo importati dall'India, alla carne di pollo low cost che arriva dalla Polonia, alla frutta e alla verdura che giungono dalla Turchia, al pepe nero brasiliano e alle ostriche francesi. ''La black list dei cibi più pericolosi" si basa su una serie di rilevazioni, dalle quali è stata riscontrata, tra l’altro, la presenza in alcuni alimenti di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine, additivi e coloranti. 


Forum dell'Agricoltura, presentata dalla Coldiretti "La lista nera dei cibi più pericolosi"
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