Governo, AAA cercasi quadra sui licenziamenti, il premier Mario Draghi lavora ad uno sblocco selettivo

08 giugno 2021, ore 19:00

I sindacati chiedono una proroga del divieto di licenziare fino al 31 ottobre, invece Confindustria spinge nella direzione opposta, i partiti di maggioranza sono divisi. In mezzo c’è Palazzo Chigi, che tenta di salvaguardare i settori più esposti alla crisi

La questione-lavoro è al centro del dibattito politico, con la maggioranza e il governo alle prese con lo stop al blocco dei licenziamenti. Stretto tra le richieste dei sindacati che chiedono una proroga generalizzata del divieto di licenziare fino al 31 ottobre, e quelle di Confindustria che spinge nella direzione opposta, l'esecutivo è alla ricerca di una mediazione, mentre i partiti che lo sostengono si muovono in ordine sparso.


La mediazione del premier

Il Dl Sostegni ha già previsto un primo sblocco dei licenziamenti per le grandi imprese a partire dal primo luglio e il divieto di licenziare fino al 31 ottobre solo per le aziende piccole: solo chi non licenzia potrà continuare ad avvalersi della cassa integrazione agevolata fino al 31 dicembre. La mediazione alla quale sta lavorando Mario Draghi, secondo quanto emerge dopo un incontro con il leader Cgil Landini, è quella di uno sblocco selettivo. Lo stesso ministro del Lavoro Andrea Orlando conferma che il governo è disponibile ad un intervento selettivo per la proroga del blocco dei licenziamenti. Ma le posizioni delle forze politiche non sono univoche: Pd e Cinquestelle sono più vicini alle richieste dei sindacati, così come LeU, mentre nella Lega prevale la linea a sostegno di un blocco selettivo. Non il ritorno al blocco totale dunque, ma un intervento per salvaguardare i settori più esposti a questa fase della crisi.


I timori sindacali

Le preoccupazioni dei sindacati sullo sblocco dei licenziamenti "meritano la massima attenzione. Il governo ha costruito un percorso differenziato di superamento del blocco dei licenziamenti. una scelta condivisibile. Ma la ripresa economica è a macchia di leopardo. Ci sono interi settori che rimangono in profonda crisi. Tutelare al meglio chi ci lavora è indispensabile", dice il responsabile economico Dem, Antonio Misiani, spiegando di ritenere "necessario verificare fino in fondo ciò che è possibile fare per rafforzare gli strumenti di protezione sociale disponibili", mentre per risolvere la questione dei tempi "l'unica strada è una iniziativa del governo, a valle del necessario confronto con le parti sociali". "Sblocchiamo i licenziamenti, e facciamo una norma specifica per i settori in crisi forte, con quote di Cig del 30, del 40% . Tolti i lavoratori del tessile e poche altre categorie, io non credo che lo sblocco avrà un impatto così drammatico. Non è che se si toglie il divieto tutti licenzieranno", dice il sottosegretario al ministero dell'Economia Claudio Durigon.


Il Recovery

Intanto la prossima settimana la Commissione europea darà il via libera ai primi piani nazionali di ripresa e resilienza. Lo ha annunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel suo intervento in plenaria a Strasburgo. Ha quindi confermato l'accelerazione nei tempi di valutazione dei piani per sottoporli al Consiglio Ue che li dovrà approvare (entro un mese dalla proposta). "I fondi arriveranno nelle prossime settimane", ha confermato von der Leyen. A oggi - ha detto - sono arrivati 23 piani, e questo significa che i cittadini europei sono pronti per un nuovo inizio, per vivere in un modo sempre più sostenibile, digitale e resiliente", ha aggiunto. Se l'Italia dovesse risultare nel primo lotto dei piani approvati avrebbe diritto a ricevere entro luglio il 13% di prefinanziamenti, ossia 25 miliardi di euro. "L'Italia dovrebbe essere fiduciosa sul fatto che i fondi raccolti a giugno e luglio" tramite il primo collocamento di titoli Ue sui mercati "possano sicuramente coprire il prefinanziamento" del Recovery fund, ha esortato il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn.


Le sale da ballo

Infine, c’è tensione sul capitolo-discoteche. Sulla riapertura sono (quasi) tutti d'accordo. Ma sul come e il quando non c'è ancora nessuna intesa. L'unico denominatore comune sembra essere il green pass (bisognerà dimostrare di essere vaccinati o negativi al tampone massimo 36 ore prima della serata), per il resto tanti i nodi ancora da sciogliere: la capienza massima, le protezioni, le sale all'aperto o al chiuso. Con il Segretario leghista Matteo Salvini che dal Carroccio preme per riaprire già dal primo luglio.


Governo, AAA cercasi quadra sui licenziamenti, il premier Mario Draghi lavora ad uno sblocco selettivo


Tags: discoteche, Draghi, Licenziamenti, Salvini

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