Governo, Conte e Salvini divisi sui migranti

17 maggio 2019, ore 18:00

Il ministro dell’Interno: “Comando io, i porti resteranno chiusi”, Di Maio si schiera col premier

La questione-immigrazione torna con prepotenza in primo piano, tanto che il vicepremier Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte appaiono addirittura sull'orlo della rottura definitiva sul nuovo caso Sea Watch. 'Non esiste presidente del Consiglio che tenga: in Italia i trafficanti di esseri umani non arrivano più e i porti resteranno chiusi', dice categoricamente il leader del Carroccio, ma a stretto giro ecco la perentoria replica del capo 5S Luigi Di Maio: ‘'Basta con gli uomini soli al comando, li abbiamo già avuti'’. Salvini però non le manda a dire a parecchi. Ai magistrati, che lo vogliono fermare utilizzando i soldi pubblici. Ai 5S, che fermano la Lega, bloccano il Paese e non vogliono approvare il nuovo decreto sicurezza. E anche a Beppe Grillo, che lo aveva duramente criticato, sollecitandolo con toni decisi ad una sua maggiore presenza al dicastero dell’Interno, al Viminale. Fonti pentastellate però definiscono l’alleato leghista schizofrenico, e spiegano che è teso e nervoso e alza i toni perché è in grossa difficoltà con le inchieste giudiziarie in corso, invitandolo di nuovo a cacciare gli esponenti corrotti dal suo partito.
Governo, Conte e Salvini divisi sui migranti

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