Governo, domani il Cdm sulle concessioni ai balneari, sul caro bollette invece si lavora ancora

14 febbraio 2022, ore 19:00

Il tentativo di stringere i tempi è andato a vuoto. E sono tanti i dossier aperti per Draghi: il green pass, il superbonus e i referendum: questa sarà anche la settimana del pronunciamento della Consulta sui quesiti su cannabis, giustizia ed eutanasia

Il governo ha provato ad accelerare sul nuovo intervento contro il caro bollette, l’obiettivo era quello di riuscire a portare il decreto già nel Cdm di domani, ma alla fine il traguardo non è stato centrato. Servono ancora altri approfondimenti e si punta a giovedì, al massimo venerdì (domani sul tavolo di Palazzo Chigi ci saranno le concessioni ai balneari). Il nuovo pacchetto, in aggiunta ai 5,5 miliardi già stanziati per il primo trimestre dell'anno, come annunciato dal premier in visita a Genova potrebbe raggiungere un valore compreso tra i 5 e i 7 miliardi. E le nuove misure dovrebbero da un lato dare nuovi aiuti a famiglie e imprese e dall'altro, su un orizzonte di medio periodo, aumentare la produzione di gas nazionale - e lo stoccaggio - e delle rinnovabili, anche attraverso la spinta a scuole e uffici pubblici a dotarsi di pannelli solari. Lo scopo, in sostanza, è quello di rendere il Paese più autosufficiente sul fronte energetico. Ma tutto rimane nel campo delle ipotesi, al momento. L'unico punto fermo è il no categorico ad un nuovo scostamento di bilancio, chiesto da alcune forze della maggioranza e finora escluso dall'orizzonte di azione dell'esecutivo.


I dossier

E questa settimana i partiti si ritroveranno ad affrontare una fila di dossier (dalla riforma del Csm a quella delle concessioni balneari passando per il caro-bollette) su cui la maggioranza, frastagliata dopo la partita del Quirinale, è chiamata a trovare una sintesi. Gli occhi della maggioranza sono puntati specie sull'atteggiamento che il Carroccio terrà quando, a partire da questa settimana, alla Camera approderà il decreto sull'obbligo vaccinale. Qui i deputati leghisti presenteranno un emendamento che elimina il Green Pass quando finirà lo stato di emergenza, cioè il 31 marzo. Proprio stamani, peraltro, il leader della Lega è tornato a insistere: "Visto che i numeri della pandemia stanno calando, spero che con il 31marzo, la fine dello stato di emergenza, si possano superare tutte le restrizioni e si possa tornare alla normalità, senza Green Pass, senza limitazioni, ma con attenzione e cautela".


I referendum

Questa però sarà anche la settimana del pronunciamento della Corte Costituzionale sui referendum che si occupano di cannabis, giustizia ed eutanasia, il cui contenuto si incrocia con altri provvedimenti all'esame del Parlamento. A Montecitorio infatti dovrebbe ripartire la discussione del disegno di legge sul suicidio assisto. Centrosinistra e centrodestra partono da posizioni completamente opposte. Il rischio di spaccatura, dunque, è dietro l'angolo. Va detto comunque che quello dell'eutanasia non è un provvedimento che rischia di impattare sulla tenuta dell'esecutivo, essendo un tema che il premier intende lasciare alla libera dialettica della forze politiche. Diverso è il discorso sulla giustizia, una priorità per l'esecutivo. Il pacchetto di interventi sul Consiglio superiore della magistratura, che il governo ha approvato all'unanimità venerdì scorso, arriverà alla Camera per essere integrato alla riforma in discussione in commissione Giustizia. Alcuni dei quesiti referendari, a cui martedì la Corte potrebbe dare il via libera, sono in parte oggetto del provvedimento sul Csm. Quest'ultimo è passato all'unanimità, ma pezzi di maggioranza - compresi gli stessi che sostengono il referendum sulla giustizia - sono pronti a dare battaglia in Parlamento. Due i punti più contestati: il nuovo meccanismo di elezione dei magistrati, considerato "insufficiente" dalla responsabile giustizia della Lega Giulia Buongiorno, e il capitolo sulla separazione delle funzioni, su cui Forza Italia ha già avanzato richieste di modifica.


Fdi

Sulla giustizia Fratelli d'Italia non si smarca troppo dalle richieste degli (ex) alleati, ma è pronta a mettere il dito nelle contraddizioni della maggioranza sul tema delle concessioni balneari. Oggi è partita la discussione a Montecitorio su una mozione ad hoc con cui FdI punta ad inserire una maxi-proroga che non farebbe altro che disattendere la decisione del Consiglio di Stato e, soprattutto, le indicazioni della Commissione europea. Domani il testo del governo.


Superbonus

Il superbonus è l’altro tema che tormenta la quiete della maggioranza. Il ministro dell'economia Daniele Franco ha posto l'accento sul meccanismo che riguarda la cessione continua del credito d'imposta, la cui mancanza di controlli ha favorito il proliferare di un sistema truffe che per il suo ammontare - secondo il ministro - è da considerare tra le "più grandi che questa Repubblica abbia mai visto". Un'uscita che ha fatto innervosire il M5s, già alle prese con le lotte interne e il caos creato dalla sentenza con cui il tribunale di Napoli ha sospeso il nuovo statuto insieme alla carica di presidente ricoperta da Giuseppe Conte. I 5 stelle si sentono sotto assedio. Chiede modifiche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, mentre secondo il titolare dello Sviluppo Economico Giorgetti la misura targata 5 stelle non starebbe facendo altro che drogare il comparto edilizio. Il Movimento si difende dicendo che le frodi proverrebbero soprattutto dagli altri bonus. In ogni caso dovrebbe essere presentato un emendamento al decreto Milleproroghe, all'esame di Montecitorio, che punta a correggere il meccanismo sulla cessione dei crediti.


Governo, domani il Cdm sulle concessioni ai balneari, sul caro bollette invece si lavora ancora
Tags: bollette, Cdm, Draghi, governo

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