Governo, Draghi ‘vede’ la fine della pandemia e ringrazia i vaccini, mentre la Sicilia torna bianca

08 ottobre 2021, ore 19:00

Il presidente Sergio Mattarella: “Se è vero che ci stiamo lasciando alle spalle il periodo più buio molto resta ancora da fare, soprattutto nei Paesi più svantaggiati: bisogna proseguire il contrasto al Covid rendendo equa la distribuzione delle dosi”

In Italia la curva dell'epidemia da Covid continua a decrescere in tutte le fasce d'età. Anche nei più piccoli, sotto i 12 anni. Il 100% dei ceppi sequenziati si conferma della variante Delta. Insomma, una situazione buona, ma Iss e ministero della Salute continuano a consigliare di mantenere alta l'attenzione. Anche perché sono ancora quasi 8,4 milioni gli italiani over 12 che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino: il 15,54% della popolazione vaccinabile, secondo il report della struttura del Commissario all’emergenza, il generale Figliuolo. Di questi, quasi 3 milioni sono over 50, quasi 4 milioni nella fascia 20-49 anni e 1,4 milioni in quella dei 12-19 anni.


La Sicilia bianca

Tutto nel giorno in cui il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza per il ritorno in zona bianca della Sicilia da domani. Effetto del miglioramento di tutti i numeri, pure a livello nazionale. L’Rt (l’indice di contagio) è stabile, l'incidenza diminuisce, scendono i ricoveri. Da parte sua il premier Mario Draghi ripete che grazie ai vaccini si vede la fine della pandemia.


Draghi

Lo stesso presidente del Consiglio ha fatto sapere di aver avuto un colloquio telefonico, 'lungo e cordiale', con il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, durante il quale “è stato condiviso il percorso della delega per la riforma fiscale, e si è discusso delle prospettive legate alla ripresa in atto”. Intanto tutti i partiti soddisfatti per il decreto sulle riaperture, varato ieri dal Cdm, che ha stabilito piena capienza per i luoghi di cultura, come cinema e teatri, in zona bianca. E più persone negli stadi e in discoteca


Il Quirinale

Intanto “Guardare all'Africa senza ripetere gli errori del passato, proseguire il contrasto al Covid rendendo equa la distribuzione del vaccino, continuare la lotta al terrorismo internazionale, governare i flussi migratori e lavorare per mitigare gli effetti dell'inquinamento sul clima”: così il Presidente della Repubblica interviene alla conferenza ministeriale 'Insieme con l'Africa' ed elenca le sfide che devono essere affrontate con urgenza, nell'immediato futuro. Sfide, spiega Sergio Mattarella, che "richiedono un impegno comune", in particolare per porre fine all'emergenza sanitaria. Perché se è vero che "ci stiamo lasciando alle spalle il periodo più buio" della pandemia, afferma, "molto resta ancora da fare", soprattutto nei paesi più svantaggiati, come quelli del continente africano, che ospitano il 17% della popolazione mondiale ma hanno ricevuto soltanto il 2% della produzione di vaccini. il problema della "equa distribuzione" delle dosi va "risolto presto ed efficacemente", sottolinea. I passi compiuti dall'Europa (che ha condiviso 450 milioni di vaccini), ricorda, vanno nella giusta direzione ma, avvisa il Capo dello Stato, "nessuno potrà dire di essere fuori dalla pandemia sino a quando non ne saremo tutti fuori. E questo vale particolarmente per due continenti così vicini e così legati come Africa ed Europa, così prossimi da costituire un'unica regione, unita piuttosto che separata dal Mediterraneo". Anche il tema del contrasto al terrorismo deve essere una priorità. E' necessario, sostiene, proseguire nella "lotta senza quartiere" anche contro "tutti i fondamentalismi, che continuano a rappresentare una minaccia per i nostri continenti, per i nostri valori, per i nostri popoli". Per Mattarella la "sfida più grande e impegnativa per l'umanità" è però quella sul cambiamento climatico, "una drammatica realtà, di cui i popoli dell'Africa hanno esperienza diretta già da decenni". "Non è più tempo di ambiguità e di distinguo. Occorre agire subito per non pregiudicare definitivamente qualità di vita e sopravvivenza delle future generazioni", scandisce ricordando l'impegno "di tanti giovani che hanno fatto di questo impegno una ragione di vita". il continente africano per il Presidente della Repubblica rappresenta "il partner naturale per l'Unione Europea: l'altra faccia di una stessa medaglia. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Non comprenderlo adesso ci porterebbe a constatare, fra qualche anno, di essere stati silenziosamente, ma inesorabilmente, relegati alla periferia del pianeta". E insieme, Africa ed Europa, dice, devono cooperare sul tema delle migrazioni, un "fenomeno che deve essere governato a vantaggio di tutti. Diversamente ne saranno travolti, insieme, le ragioni dell'umanità e gli ordinamenti statali". Per Mattarella, infine, "è interesse comune che il continente possa riprendere convintamente il cammino della crescita, avvalendosi delle straordinarie energie dei giovani africani, della loro capacità di creare innovazione e valore". L'Italia, assicura, continuerà "a lavorare con i partner africani per costruire congiuntamente un orizzonte di pace, sviluppo e benessere" perché, conclude, "il tempo dell'Africa è adesso".

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Tags: covid, Draghi, Iss, Mattarella

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