Governo, il ministro della Salute Speranza ha firmato l'ordinanza: da mercoledì cambiano i colori del rischio

09 novembre 2020, ore 21:35 , agg. alle 09:48

Il dicastero della Salute alla fine ha deciso, la cartina di un'Italia a prevalenza gialla, con due Regioni arancioni e quattro rosse, non c’è più

La nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza entrerà in vigore da mercoledì, e la cartina di un'Italia a prevalenza gialla, con due regioni arancioni e quattro rosse, cambia. Dopo le indiscrezioni adesso difatti c’è l’ufficialità: l'Abruzzo e altre quattro Regioni, cioè Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana, passano dalla zona gialla alla zona arancione, cioè da un rischio basso ad un rischio intermedio. La Campania da gialla potrebbe diventare direttamente rossa, cioè a rischio elevato, ma la decisione in questo caso è attesa fra 24 ore. I provvedimenti di chiusura quindi diventano più restrittivi. La mappa dell’Italia disegnata da queste nuove categorizzazioni - nell’attesa, lo ripetiamo, della decisione sulla Campania, attesa per domani - è dunque la seguente:


Zona rossa: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria

Zona arancione: Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata, Umbria, Puglia, Sicilia

Zona gialla: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Toscana, Veneto.


Anche la Provincia di Bolzano è stata dichiarata dal governatore Kompatscher «zona rossa», anche se la categorizzazione del ministero della Salute non prevedeva per questo territorio il massimo delle restrizioni. Che cosa impone ai cittadini la presenza di una Regione in una determinata zona?

LE REGOLE ROSSE


Piemonte, Lombardia, Calabria e Valle d’Aosta - oltre alla provincia autonoma di Bolzano - si collocano nello scenario di massima gravità e con livello di rischio alto («rosso»). Dunque: - è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione (salvo i casi di necessità, urgenza, motivi di salute, lavoro e istruzione); - è vietato ogni spostamento anche all’interno del territorio stesso (sempre fatte salve le esigenze viste qui sopra); -sono chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole e altri negozi ritenuti essenziali; - sono chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e, fino alle 22, la ristorazione con asporto; - sono sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto; - è permesso uscire per fare una passeggiata in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; - è consentito uscire di casa per fare attività sportive in forma individuale (corsa, bicicletta, etc.): in questo caso non c’è il vincolo di rimanere «in prossimità della propria abitazione», - restano aperte per l’attività scolastica in presenza i servizi per l’infanzia, la scuola elementare e la prima media. Tutte le altre classi dovranno ricorrere alla didattica a distanza. Per circolare è necessaria un’autocertificazione: la si può scaricare e compilare.

LE REGOLE ARANCIONI

Puglia e Sicilia (da giorni) e, da mercoledì, Liguria, Toscana, Abruzzo, Basilicata e Umbria si collocano nello scenario intermedio («arancione»). Oltre al «coprifuoco» alle 22, valido in tutta Italia, in queste zone: - è vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza); - sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza - cioè è possibile portare i figli a scuola, e andarli a riprendere - ed è consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza; - è vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comuni; - sono chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio. Per circolare nel proprio Comune non è necessaria alcuna autocertificazione: nel caso in cui occorresse recarsi per motivi indifferibili in una Regione «rossa» invece sarà necessario averla.

LE REGOLRE GIALLE

Tutte le altre Regioni - Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Provincia di Trento, Sardegna, Veneto: più, al momento, la Campania - restano in uno scenario di rischio inferiore, lo scenario «giallo». Ecco le regole: - limitazione della circolazione delle persone, - il «coprifuoco» alle 22; - per uscire di casa dopo le 22 occorrerà un’autocertificazione; - chiusi musei e mostre; - le scuole superiori saranno costrette a offrire didattica a distanza; - le scuole elementari e medie potranno fare didattica in presenza ma gli studenti dovranno portare la mascherina; - nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole; - sui mezzi di trasporto pubblico la capienza massima sarà del 50%; - le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni sono sospese; - sono chiusi i corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie. Resta come sempre fortemente raccomandato a tutti non spostarsi salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute. Per circolare in Regione non sarà necessaria alcuna autocertificazione: nel caso in cui occorresse recarsi per motivi indifferibili in una Regione «rossa» invece sarà necessario averla.

IL DECRETO RISTORI BIS

Intanto sono molte le novità del decreto Ristori bis, che è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato. Dal rinvio delle imposte di novembre per partite Iva e professionisti nelle zone rosse indipendentemente dalle perdite di fatturato, agli indennizzi raddoppiati per bar, gelaterie e pasticcerie costrette a chiudere nelle aree più a rischio, a nuove risorse per i congedi parentali per i genitori con i figli a casa e al bonus babysitter da 1.000 euro.

IL BONUS PC E TABLET

Ed è partito oggi nel frattempo il bonus fino a 500 euro per l'acquisto di Internet a banda ultralarga e di un tablet o di un pc. Il voucher è destinato ai cittadini con Isee inferiore a 20.000 euro che possono da ora rivolgersi ad uno degli operatori accreditati che hanno presentato offerte approvate da Infratel Italia. Il bonus consiste in uno sconto sul canone di abbonamento a servizi di connettività a banda ultralarga in caso di nuove attivazioni di utenze di rete fissa e nella fornitura di un personal computer o di un tablet. La distribuzione dei 500 euro varia in base all'offerta dell'operatore con dei limiti previsti dalla normativa: lo sconto sui servizi di connettività può valere tra 200 e 400 euro, mentre quello su personal computer o tablet può essere compreso tra 100 e 300 euro. I due canali viaggiano insieme: il contributo per l'acquisto di pc o tablet è infatti erogato solo nel caso di contestuale attivazione del servizio di connettività. Il beneficiario dovrà interfacciarsi direttamente con l'operatore di telecomunicazioni che partecipa all'iniziativa, utilizzando i normali canali di vendita. Non sarà quindi necessaria alcuna registrazione sui siti gestiti da Infratel Italia. Con gli operatori bisognerà invece sottoscrivere un contratto di durata minima di 1 anno, certificando di avere un reddito Isee inferiore a 20.000 euro. La misura intende incentivare la fruizione di servizi a banda ultralarga su tutto il territorio nazionale. In Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Toscana, e su esplicita richiesta di queste regioni, la misura sarà però applicabile solo ad utenze lo.

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Tags: politica , zone

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