Governo, il ministro Speranza colora di giallo quasi tutta l’Italia, ma non si fermano le polemiche sulle riaperture

23 aprile 2021, ore 18:44
agg. 26 aprile 2021, ore 14:36

Intanto nel nuovo Cdm il primo esame del Piano di ripresa e resilienza: dentro, no a quota 100 per le pensioni, proroga del superbonus al 110% fino al 2023, e l’abilitazione alla professione senza più l’esame di Stato. Il premier Draghi promette un Paese più moderno

Da lunedì in rosso solo la Sardegna. In arancione Basilicata, Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta e Puglia, gialle le altre Regioni: Friuli-Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Veneto, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Campania, Molise.


I nuovi colori

Ecco i nuovi colori regionali, decisi con l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. In sostanza, con il monitoraggio di oggi (Rt in diminuzione a 0,81) la stretta sull’Italia finalmente si allenta e la gran parte delle Regioni tornano nella tanto sospirata zona gialla, che prevede misure di restrizione meno severe: lunedì riaprono i ristoranti a pranzo e a cena — anche se soltanto all’aperto — e cade il divieto di circolazione tra Regioni con meno contagi. Per quelle in zona arancione servirà una certificazione che attesti di essere guariti dal Covid, aver fatto il vaccino oppure un tampone negativo nelle 48 ore precedenti al viaggio.


Le tensioni

Tutto proprio quando è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il nuovo decreto anti-Covid, con il leader della Lega Matteo Salvini che protesta contro la mancata riapertura dei centri commerciali nel fine settimana, e con il pressing-continuo delle Regioni per alcune modifiche. Insomma, ci sono ancora tensioni tra Regioni e governo su tempi e modalità delle riaperture: scuole, ristorazione e coprifuoco (che l'esecutivo ha confermato alle 22) rimangono i temi più divisivi. Il pressing dei Governatori, come detto, resta alto, ma dal governo arriva la rassicurazione che sugli orari ci sarà una verifica ogni 15 giorni, con la possibilità di allargare le maglie se i dati epidemiologici lo consentiranno e se il piano vaccinale andrà avanti come previsto. Mentre non si sono spenti del tutto i malumori nella maggioranza dopo lo strappo della Lega di due giorni fa sul decreto Covid: Pd e M5S accusano Matteo Salvini di "irresponsabilità" e qualche irritazione per l'atteggiamento del leader della Lega s registra anche dentro FI.


Il Recovery Plan

Intanto il CdM per l’esame del Piano di Ripresa e resilienza ci sarà domani mattina. Il premier Mario Draghi assicura un Paese più moderno. Nell’ultima bozza no a quota 100 per le pensioni, proroga del superbonus al 110% fino al 2023, e l’abilitazione alla professione senza più l’esame di Stato. La prossima la presentazione in Parlamento, poi l’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri. Sei missioni, quattro grandi riforme, tre priorità trasversali di sostegno a giovani, donne, Sud. Sono i grandi capitoli che compongono il Piano (Pnrr): una bozza di 318 pagine indica come l'Italia intende spendere i 191,5 miliardi in arrivo dal Recovery fund, puntando a un impatto sulla crescita del 3,6% nel 2026. Si prevede che il 40% delle risorse vadano al Sud, il 38% a progetti "Verdi" e il 25% a progetti digitali. La "supervisione politica" del piano spetterà a Palazzo Chigi, con un comitato con i ministri competenti e una cabina di regia cui parteciperanno anche enti locali e parti sociali. Al ministero dell'Economia andrà il coordinamento del piano, le amministrazioni locali saranno responsabili dell'attuazione delle singole opere, col supporto di task force. Le riforme sono quelle della Pubblica amministrazione, della giustizia, della concorrenza e le semplificazioni. La Pubblica amministrazione dovrà essere più digitale, snella e accessibile. La giustizia sarà meno lenta, con riforme del processo civile e penale, del Csm, della giustizia tributaria. A luglio arriverà un ddl per spingere la concorrenza, con più gare anche per gli appalti pubblici. E dopo l'invio del Pnrr all'Europa, previsto il 30 aprile, arriveranno anche un decreto per le semplificazioni, con l'introduzione di una speciale "VIAstatale" per le opere del Pnrr, semplificazioni delle norme e dei controlli. Riforme di "accompagnamento" sono considerate quelle del fisco e degli ammortizzatori sociali. Le sei missioni del Piano sono: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Tra gli investimenti è prevista la realizzazione di 228mila nuovi posti per asili, 900 palestre e 1000 mense a scuola. Numerose le opere infrastrutturali, incluso l'obiettivo di tagliare le ore di viaggio in treno da Nord a Sud ma anche da Est a Ovest dell'Italia, con lo stanziamento di circa 25 miliardi. Tra gli interventi per la sanità è previsto un Centro di eccellenza per le epidemie. Per il turismo si punta sul sostegno alle imprese degli under 35 e un hub del turismo digitale. Un intervento ad hoc è previsto per la città di Roma, con 500 milioni per monumenti e periferie.

Governo, il ministro Speranza colora di giallo quasi tutta l’Italia, ma non si fermano le polemiche sulle riaperture
Tags: Draghi, Recovery, Regioni, Speranza

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