Governo, la Russia e l'autonomia restano le spine nel fianco

 11 luglio 2019

L’indagine sui presunti fondi di Mosca alla Lega ipotizza la corruzione internazionale, e il vertice sui poteri delle Regioni fa flop

"So che c'è un'inchiesta, la magistratura faccia il suo corso. Ho fiducia nel ministro Matteo Salvini". Parola del premier Giuseppe Conte sui presunti fondi russi alla Lega. L'ipotesi di reato è corruzione internazionale, che si verifica se nella presunta compravendita di petrolio una parte del prezzo, sia o meno arrivata a funzionari pubblici russi. Il Partito Democratico chiede l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta, anche i 5S invocano trasparenza, ma Salvini boccia tutto come ridicolo. Nel frattempo è rottura fra il Carroccio e i grillini sull’autonomia, e il tavolo a Palazzo Chigi salta. 'Inutile sedersi con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi fanno l'opposto', dice la Lega. I pentastellati invece accusano l’alleato di governo di voler 'alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud'. 'Il tavolo si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Dobbiamo garantire l'unitarietà della scuola come l'unità nazionale', afferma il capo politico del M5S Luigi Di Maio. E la lite si estende pure al decreto sicurezza bis, nel mirino di Salvini il presidente della Camera Roberto Fico, per aver dichiarato inammissibili alcuni emendamenti leghisti.

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