Guccini, piaccio a Salvini? Anche Dante è letto da cani e porci

 10 maggio 2019

Il cantautore si trova a Palermo per un'iniziativa del Conservatorio musicale Scarlatti: "Non c'è il ritorno del fascismo ma si sente l'aria"

"Se le mie canzoni piacciono a Matteo Salvini, non ho alcuna responsabilità. Con le dovute differenze, anche Dante è stato letto da cani e porci". Così il cantautore Francesco Guccini, a Palermo per uni'iniziativa di due giorni che gli dedica il Conservatorio musicale Scarlatti, ha risposto in conferenza stampa alla domanda su cosa pensasse della passione giovanile del ministro dell'Interno per le sue canzoni, rivelata due giorni fa alla trasmissione "Matrix". Sulla situazione politica del Paese, il cantautore modenese ha detto che "nonostante il razzismo che fasce della popolazione manifestano - i politici, per fini elettorali, percorrono il solco tracciato dalla gente -, non credo che in Italia sia tornato il fascismo, però si sente l'aria". 
Guccini, piaccio a Salvini? Anche Dante è letto da cani e porci
Guccini oggi per quasi due ore ha raccontato a giornalisti e studenti un po' di storie della sua vita: da suor Carmelina, che nel 1948, al catechismo, a una domanda sull'aldilà gli spiego che madre Genziana, appena morta, sapeva tutto. "Che culo!", rispose il ragazzino d'allora che oggi si definisce agnostico. "Agnostico, non ateo: è meno impegnativo". Eppure, se gli si chiede chi nel nostro tempo possa essere considerato un eroe, risponde: "Papa Francesco. L'ho incontrato a un'udienza, con molte atre persone, e quando è stato il mio turno gli ho recitato un piccolo brano del poema argentino 'Martin Fierro'". Domani mattina sarà, invece, al teatro Politeama dove studenti e artisti, guidati dai docenti della Scuola di composizione Marco Betta e Fabio Correnti, si esibiranno nell'arrangiamento di suoi brani, un progetto sul quale il Conservatorio ha lavorato per 11 mesi, come ha spiegato il presidente Gandolfo Librizzi.

Share this story: