I vaccini contro il coronavirus sono in arrivo ma un italiano su sei non lo farà

18 novembre 2020, ore 15:30 , agg. alle 15:54

Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos, il 42% degli italiani aspetterà di verificare l’efficacia dei farmaci, il 58% ritiene che le dosi disponibili non saranno sufficienti per tutti. Intanto sono finiti i test sul vaccino Pfizer, efficacia al 95%

Ormai da giorni va avanti la battaglia tra i colossi farmaceutici impegnati nella ricerca di un vaccino per il coronavirus. I governi di tutto il mondo si preparano a fare le scorte per assicurarsi nel più breve tempo possibile il maggior numero di dosi. Un lavoro immenso che però rischia di scontrarsi con la paura di chi poi il farmaco se lo dovrà far inoculare. Per comprendere la situazione italiana può aiutare il sondaggio realizzato da Ipsos, secondo cui ben una persona su 6 nel nostro Paese dichiara di non avere alcuna intenzione di vaccinarsi: “Se nel 2021 verrà messo a disposizione dei cittadini il vaccino anti-Covid, lei lo farà” recita il quesito posto agli intervistati. Ben il 42% ha dichiarato che lo farà solo dopo averne verificato l’efficacia, il 37% lo farà immediatamente appena possibile e il 16% che non ci pensa proprio, eviterà accuratamente il farmaco. Questo nella maggior parte dei casi per paura degli effetti collaterali o per la velocità con la quale si stanno conducendo gli studi clinici. A preoccupare sembra essere non solo il vaccino ma anche la reale futura disponibilità: così il 58% degli intervistati ritiene che comunque i primi stock prodotti non saranno sufficienti per tutti, e questo nonostante la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen abbia annunciato l’acquisto di 1,2 miliardi di dosi per i cittadini dell’Unione. Da notare che la volontà di immunizzarsi contro il coronavirus va diminuendo negli ultimi mesi, forse in conseguenza della falsa percezione che la malattia, ora, abbia minori conseguenze rispetto a quelle viste durante la prima ondata in primavera


L’intenzione di vaccinarsi cala in tutto il mondo

I dubbi sui vaccini non riguardano solo gli italiani e, soprattutto, negli ultimi mesi sono aumentati coloro che si sono dichiarati scettici. In questo senso, appare molto utile un altro sondaggio condotto sempre da Ipsos per il World economic forum. Secondo l’indagine pubblicata un paio di settimane fa, effettuata in 15 Paesi del mondo tra 18.000 adulti, negli ultimi tre mesi sono diminuiti di 4 punti percentuali quanti si faranno vaccinare appena i farmaci saranno disponibili. Si è passati, a livello globale, dal 77% al 73% della recente rilevazione. Da notare che ci sono molte differenze tra i Paesi coinvolti nello studio. Se da una parte ci sono i francesi, che solo nel 54% dei casi mostrano fiducia nelle ricerche, in Cina la percentuale arriva fino all’85%, sebbene solo 3 mesi fa si toccasse il 97% . Per queste ragioni diversi governo si stanno preparando ad adottare strategie per combattere le fake news e la propaganda dei movimenti Novax. A Londra, ad esempio, l’esecutivo si sta preparando a mettere in campo, non solo campagne sui media per spazzare via la disinformazione, ma anche il Government Communications Headquarters, l’agenzia di spionaggio governativa che si occupa di comunicazione. La struttura userà gli stessi strumenti impiegati per combattere contro la propaganda dello Stato islamico.


Il vaccino della Pfizer efficace al 95%

Si è conclusa, intanto, la sperimentazione sul vaccino messo a punto dalla Pfizer con la tedesca BioNTech. Secondo gli ultimi test, il farmaco mostra un’efficacia del 95% e non sono stati segnalati effetti collaterali gravi. Le due aziende si preparano a richiedere alla Food And Drug Administration l’autorizzazione per un impiego d’emergenza negli Stati Uniti. Se ci sarà il via libera, potrebbero arrivare fino a 50 milioni di dosi entro l’anno, per il mercato americano, e 1,3 miliardi entro la fine del 2021

I vaccini contro il coronavirus sono in arrivo ma un italiano su sei non lo farà
Tags: coronavirus, Pfizer, sondaggio, vaccini

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