Il 2021 è stato l'anno del lungo addio alla cancelliera tedesca Angela Merkel, il mandato è terminato dopo sedici anni

31 dicembre 2021, ore 16:00

E' stata la prima donna ad aver assunto in Germania l'incarico di capo del governo

L'anno dell'addio

Il 2021 è stato l'ultimo dei 16 anni di mandato della cancelliera Angela Merkel, l'anno del lungo addio alla politica della prima donna ad aver assunto in Germania l'incarico di capo del governo, seconda per longevità politica solo al suo mentore: Helmut Kohl governò infatti 5870 giorni tra il 1982 e il 1998 e Merkel lo avrebbe superato, stabilendo un record, se fosse rimasta al suo posto, in attesa della nomina del suo successore, fino al 19 dicembre. Il nuovo governo si è insediato 11 giorni prima di quella data, l'8 dicembre, al termine di fruttuosi negoziati per dar vita ad una coalizione tripartita Spd, Verdi e Liberali. Le trattative erano iniziate all'indomani delle elezioni del 26 settembre, il voto della sconfitta per la Cdu e della vittoria per la Spd, protagonista nei mesi precedenti di un'inattesa rimonta nei sondaggi. L'anno dell'addio alla Merkel - omaggiata in tutti i suoi ultimi appuntamenti in patria e all'estero con fiori, standing ovation e grandi parole di elogio - è stato così anche quello di un cambio della guardia alla cancelleria dopo una lunga convivenza Cdu/Csu-Spd in governi di Grande Coalizione a guida cristianodemocratica, interrotta solo da un governo Unione-Liberali della Fdp nel 2009. Ed è stato l'anno della prima 'coalizione semaforo' Spd, Verdi, Liberali, a livello federale.


Il cambio all'interno della CDU

Il 2021 si era aperto nel segno del cambiamento politico proprio in casa cristianodemocratica: il 16 gennaio il partito aveva scelto l'allora premier del NordReno Westfalia, Armin Laschet, come nuovo presidente, nel corso di un congresso a distanza che aveva visto Laschet prevalere nel voto dei delegati sui concorrenti Friedrich Merz e Norbert Roettgen. Era il primo passo di un percorso che aveva per obiettivo finale la successione a Angela Merkel, nella speranza di una conferma delle urne alle prime elezioni in 16 anni senza la cancelliera. La tappa fondamentale è arrivata però il 20 aprile, quando il premier del NordReno Westfalia è stato nominato candidato alla cancelleria per l'Unione, dopo un'accesa lotta interna con il premier cristianosociale bavarese Markus Soeder, favorito nei sondaggi ma messo in secondo piano dal partito. Anche i Verdi sceglievano negli stessi giorni la propria candidata alla cancelleria, Annalena Baerbock: e la reazione degli elettori è andata tutta a favore di quest'ultima. A fine mese le inchieste fotografavano il sorpasso Verde sull'Unione, scesa al 22%, contro il 28% degli ecologisti. Con la Spd al 13% e la Fdp al 12% circa già si intravvedeva la possibilità della prima coalizione semaforo a livello federale, ma a guida Verde e con la cancelleria nuovamente affidata ad una donna.  Solo successivamente - a fine agosto, praticamente ad un mese dal voto - la situazione si è nuovamente ribaltata con il doppio sorpasso dei socialdemocratici di Olaf Scholz sui Verdi - ormai scesi al secondo posto - e sull'Unione. Il passo verso la vittoria alle urne è stato breve e il voto ha confermato l'avvenuto sorpasso, regalando la vittoria alla Spd con il 25,7% delle preferenze contro il 24,1% dell'Unione. Con i Verdi al 14,8% e la Fdp all'11,5%, la strada per la coalizione semaforo era aperta. Il passaggio di consegne alla cancelleria è stato facilitato dal fatto che Olaf Scholz, nuovo cancelliere designato, era anche vicecancelliere e ministro delle Finanze uscente, un elemento di continuità con il governo Merkel, per il quale Scholz aveva peraltro gestito - come responsabile delle Finanze - gli aiuti del governo alle zone colpite dalle alluvioni di luglio, che avevano fatto 184 morti. Le stesse alluvioni a seguito delle quali il candidato Cdu/Csu alla cancelleria, Laschet, era stato preso di mira sui social dopo essere stato immortalato mentre rideva durante una visita alle regioni colpite dal disastro. Pur nella diversità e nella volontà di cambiamento, il nuovo cancelliere ha lanciato messaggi nel segno della continuità rispetto al governo precedente, anche perché impegnato come quello nella gestione di una crisi pandemica rimasta al centro dell'attenzione e delle preoccupazioni per buona parte dell'anno. I dodici mesi trascorsi sono stati anche quelli del cosiddetto super-anno elettorale: oltre al Bundestag, si è votato per le assemblee regionali del Baden-Wuerttenberg, della Renania Palatinato, della Turingia, della Bassa Sassonia, del Meclemburgo Pomerania anteriore e a Berlino. E altre elezioni sono in programma per il prossimo anno, che si aprirà, il 13 febbraio, con il voto per rinnovare la carica di presidente federale: il 27 marzo toccherà al Saarland, l'8 maggio allo Schleswig-Holstein, il 15 al NordReno Westfalia, il 9 ottobre alla Bassa Sassonia. Nuovi banchi di prova per la Cdu che - dopo le dimissioni di Laschet a seguito del disastro elettorale - ha scelto di dire addio all'epoca Merkel e voltare radicalmente pagina, eleggendo come nuovo presidente, tra i tre che si erano candidati per l'incarico, Friedrich Merz. L'anti-Merkel
Il 2021 è stato l'anno del lungo addio alla cancelliera tedesca Angela Merkel, il mandato è terminato dopo sedici anni
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