Il caso di Vanessa Zappalà è per tutti noi una sconfitta. Nonostante le leggi ad hoc, molte donne sono in pericolo

25 agosto 2021, ore 18:00 , agg. alle 23:17

La 26enne uccisa ad Acitrezza aveva denunciato più volte il suo stalker e teneva un diario in cui scriveva nero su bianco la persecuzione di cui era vittima

Cronaca di una morte annunciata

E' successo ancora, ancora una volta. E non ce la facciamo più a leggere queste notizie, a raccontarle agli ascoltatori e ai lettori. Una ragazza di 26 anni, Vanessa Zappalà, è morta dopo aver gridato disperatamente aiuto e aver raccontato che l'ex fidanzato, Antonino Sciuto, 38 anni, la perseguitava. Lui, venditore d'auto, lunedì l'ha raggiunta sul lungo mare di Acireale, nel catanese, in Sicilia, e l'ha uccisa sparandole sette colpi di pistola mentre la teneva per i capelli. A giugno, Sciuto, dopo la denuncia di Vanessa Zappalà, era stato arrestato. Poi aveva ottenuto i domiciliari e, infine, era stato liberato con un divieto di avvicinamento alla ragazza pari a 200 metri. Una disposizione, quella del divieto di avvicinamento, che in molti casi non è servita assolutamente a nulla. Chi ferma lo stalker recidivo se in piena notte decide di andare a cercare la sua vittima? Nessuno. Evidentemente si tratta di un iter di supporto alle vittime di stalking che va totalmente ripensato. 


I diari di Vanessa scuotono la coscienza

Il padre di Vanessa Zappalà ha detto che la morte di sua figlia è una sconfitta per lo Stato. Gli ha risposto il Gip di Catania, Nunzio Sarpietro: "Non mi sento di contestare alcuna colpa al collega, ha agito secondo legge: nel fascicolo c'erano anche elementi contrastanti di cui ha tenuto conto, come un primo riavvicinamento tra i due. E anche se lui fosse stato agli arresti domiciliari sarebbe potuto evadere e commettere lo stesso il delitto. E' difficile controllare tutti gli stalker, noi emettiamo come ufficio 5-6 ordinanze restrittive a settimana ed è complicato disporre la carcerazione perché occorrono elementi gravi e, comunque, non si può fare fronte ai fatti imponderabili". Fatti imponderabili. Ne siamo sicuri? Vanessa nel suo diario scriveva di essere in ansia, di aver paura, e annotava quella che, ai nostri occhi, è una serie inquietante di orari, in cui lui la seguiva. La personalità borderline di Antonino Sciuto, che dopo il delitto si è suicidato, si evince anche dal suo profilo Facebook. Amante di auto e moto di lusso, aveva postato la foto di un uomo, con la scritta I love you sulla schiena, che punta una pistola alla testa di una donna. Sciuto aveva anche riportato una frase del film Scarface, con Al Pacino: "Io non dimentico nulla, aspetto solo il momento giusto". Ci sono tante Vanessa in Italia e la cronaca ce lo ricorda fin troppo bene. E' sconfortante dover ammettere che, per ora, a questo problema non c'è soluzione. 


Il caso di Vanessa Zappalà è per tutti noi una sconfitta. Nonostante le leggi ad hoc, molte donne sono in pericolo
Tags: Antonino Sciuto, femminicidio, stalking, Vanessa Zappalà

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