Il dissidente russo Navalny di nuovo a processo, dall'Europa agli Usa, il mondo chiede la sua liberazione

05 febbraio 2021, ore 13:30

Dopo un nuovo processo per diffamazione, aumentano le pressioni internazionali su Mosca per liberare subito e senza condizioni Alexey Navalny, ma il Cremlino risponde, no a ultimatum, non tolleriamo interferenze


Navalny oggi di nuovo in tribunale

Il dissidente russo, principale oppositore del presidente Putin oggi è nuovamente dinanzi a una Corte di giustizia, la  Corte Babushkinsky, dove deve rispondere dell’accusa di aver diffamato un veterano della Seconda Guerra Mondiale. Ma stavolta l’atmosfera intorno al tribunale è comunque calma anche perché dallo staff di Navalny, nei giorni scorsi, è stato chiarito che le proteste contro la sua detenzione non saranno più organizzate nelle prossime settimane. Uno dei collaboratori più stretti di Navalny, Leonid Volkov ha dichiarato a una tv russa, che dopo la durissima repressione di questi giorni, con migliaia di persone in carcere, è necessario uno stop per non paralizzare l’attività dei centri di sostegno a Navalny e mettere in forse il lavoro in vista delle elezioni della Duma a settembre. Navalny ha partecipato all’udienza, a cui hanno partecipato anche dei diplomatici britannici.

Pressing dell’Ue, relazioni con Mosca a un bivio

La macchina della diplomazia internazionale si sta muovendo per chiedere la liberazione di Navalny e il rispetto dei diritti umani in Russia. L’altro rappresentante dell’Unione Europea Borrell poco prima di incontrare il ministro degli esteri russo Lavrov, ha dichiarato che le relazioni fra Russia e Unione Europea sono arrivate "a un punto critico" anche a causa del caso Navalny, anche se non sono state chiuse tutte le porte: ”Siamo connessi. E nonostante le nostre differenze costruire un muro di silenzio non è un'opzione", ha aggiunto Borrell. Bruxelles non ha fatto mistero sin qui di essere pronta anche all’introduzione di nuove sanzioni se Navalny non sarà rilasciato. La Russia finora ha risposto alle critiche occidentali sul caso di Navalny bollandole come "interferenze" e invitando l’Unione Europea a "non commettere la sciocchezza" di collegare le prospettive delle relazioni Russia-Ue al caso Navalny.

Anche gli Stati Uniti chiedono la liberazione

L'oppositore russo Alexey Navalny "dovrebbe essere rilasciato immediatamente e senza condizioni": lo ha chiesto il presidente Usa Joe Biden parlando al Dipartimento di Stato. "Non esiteremo a sanzionare economicamente la Russia e a difendere i nostri interessi vitali e il nostro popolo", ha aggiunto.  Alle pressioni di Biden, ha risposto il portavoce di Putin, Dimitri Peskov che ha dichiarato che le richieste del presidente americano di liberare l'oppositore Alexey Navalny "subito e senza condizioni" rappresentano "una retorica molto aggressiva e non costruttiva". "I messaggi che suonano come ultimatum per noi sono inammissibili", ha aggiunto Peskov.

Il ‘giallo’ della morte del medico che curò Navalny in Siberia

Il vice capo medico per l'anestesiologia e la rianimazione dell'ospedale di emergenza di Omsk, Maksim Sergey Valentinovich che curò Navalny l’estate scorsa per l’avvelenamento da Novichok è morto improvvisamente a 55 anni. Lo scarno comunicato della struttura sanitaria non parla delle cause della morte. Il medico era considerato uno dei migliori dell’ospedale siberiano.

Dal suo blog, Navalny parla ai suoi sostenitori

Navalny non ha rinunciato a incitare i suoi sostenitori. In un post sul suo blog, ha scritto"Possono mantenere il potere, usandolo per un guadagno personale, solo contando sulla nostra paura. Ma noi, avendo superato la paura, possiamo liberare la nostra patria da una manciata di ladri usurpatori. E facciamolo. Siamo obbligati a farlo. Per voi stessi e per le generazioni future. La verità è dalla nostra parte. Siate liberi".

Il dissidente russo Navalny di nuovo a processo, dall'Europa agli Usa, il mondo chiede la sua liberazione
Tags: Cremlino, navalny, Ue, Usa

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