Il governo alla prova della fiducia in Parlamento, Salvini richiama l'idea del ponte sullo stretto

16 febbraio 2021, ore 20:00 , agg. alle 10:07

Il premier Mario Draghi è atteso mercoledì in Senato e giovedì alla Camera per ottenere una delle maggioranze più ampie della storia della Repubblica

Poche ore all'atto formale con cui i due rami del Parlamento legittimeranno il nuovo governo Draghi. Il premier lavora al discorso programmatico da presentare alle camere; tra i temi attesi anzitutto la campagna vaccinale da velocizzare e completare, ma anche i piani di spesa dei fondi del Next generation EU, la transizione ecologica, la scuola e le riforme strutturali, dal fisco alla giustizia civile alla pubblica amministrazione. Il voto è previsto per mercoledì al Senato e per giovedì alla Camera dei deputati. Senza il rischio di sorprese dell'ultimo minuto, il nuovo esecutivo guidato dall'ex presidente della Banca centrale europea si appresta a ottenere uno dei voti di fiducia a più ampia maggioranza della storia repubblicana.


Le prime nomine

In attesa del completamento della squadra di governo con viceministri e sottosegretari, il presidente del Consiglio ha già fatto le sue scelte per alcuni posti chiave all'interno del suo entourage. Dopo l'incarico a Roberto Garofoli come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, già annunciato in occasione dello scioglimento della riserva, Draghi ha scelto Antonio Funiciello come suo capo di gabinetto. Classe 1976, Funiciello non è al suo primo incarico a Palazzo Chigi, essendo già stato capo dello staff del premier Paolo Gentiloni tra il 2016 e il 2018. La carica di consigliere diplomatico, nonché di sherpa per il G7 e il G20 (la cui presidenza per il 2021 è in capo al nostro Paese), è andata all'ambasciatore Luigi Mattiolo. Alla segreteria generale di Palazzo Chigi potrebbe invece rimanere Roberto Chieppa.

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La questione di genere

Sempre più voci all'interno del Partito democratico continuano a chiedere una maggiore rappresentanza femminile all'interno del governo. La bagarre è nata dalla scelta della segreteria dem guidata da Nicola Zingaretti di proporre a Mario Draghi - e al capo dello Stato - tre uomini per i ministeri a loro concessi: Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, riconfermati alla cultura e alla difesa, e Andrea Orlando al ministero del lavoro. La partita si gioca ora sulla nomina di viceministri e sottosegretari per completare la squadra di governo. Nomine che il presidente del Consiglio potrebbe ufficializzare già nelle ore successive al voto di fiducia.


Salvini: "Spero Draghi rilanci il progetto del ponte sullo stretto"

Nella serata di martedì il leader della Lega Matteo Salvini ha incontrato alla Camera il segretario del Partito democratico Zingaretti, per una discussione in cui si sarebbe parlato "di lavoro e di occupazione". Il numero uno del carroccio è poi tornato ad appoggiare il nuovo esecutivo: "Il governo Draghi sarà quello del cambiamento, ora è il tempo della collaborazione". E ancora: "Mi aspetto che il premier rilanci il progetto del ponte sullo stretto di Messina, potrebbe essere utilizzato l'acciaio prodotto a Taranto". Il Movimento Cinque Stelle prova intanto a convincere una fronda interna indecisa prima del voto di fiducia in Parlamento, mentre continua a circolare online la richiesta di un nuovo voto sull'appoggio al governo Draghi sulla piattaforma Rousseau.

Tags: Draghi, Fiducia, Governo, Mario Draghi

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