Il Ministro Andrea Orlando in diretta a RTL 102.5: “Bisogna procedere rapidamente con interventi di ristori per le imprese”

07 aprile 2021, ore 10:00 , agg. alle 11:11

Il Ministro delle lavoro e delle politiche sociali è intervenuto questa mattina per parlare del protocollo, messo a punto ieri, per i vaccini sui luoghi di lavoro


Protocollo vaccini sui luoghi di lavoro

“Si continuerà secondo le indicazioni che sono state date sulle fasce vulnerabili, e una volta esauriti questi target, accanto al canale della sanità territoriale, come i medici di base e le farmacie, ci sarà la possibilità di vaccinarsi sui luoghi di lavoro per le imprese che avendo i requisiti minimi, aderiranno a questo protocollo. Questo vale sia per le imprese singole che per quelle più piccole che si uniscono per individuare un luogo dove vaccinare o utilizzare i laboratori dell’INAIL per le imprese che non dispongono degli spazi sufficienti”.
“Le imprese dovranno comunicare i requisiti alle aziende sanitarie locali e mediamente tramite il medico del lavoro dell’azienda si potrà procedere alla vaccinazione e potranno partecipare, i dipendenti, i titolari, il datore di lavoro, ma anche quei lavoratori che temporaneamente svolgono una funzione in quell’azienda, quindi non solo i dipendenti in senso stretto”. Così ha parlato il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando questa mattina in diretta su RTL 102.5 all’interno del programma Non Stop News condotto da Giusi Legrenzi ed Enrico Galletti.


Modalità e tempistiche

“Si procederà cronologicamente secondo le richieste, poi spetterà alle regioni smistare il traffico e definire anche le modalità logistiche con le quali realizzare la consegna. La cosa importante è che oltre al canale tradizionale ce ne sarà un altro e per le imprese e sarà un’opportunità per vedere vaccinati più rapidamente i propri dipendenti e quindi arrivare più vicini ad una fase di sicurezza sul luogo di lavoro. La data è molto legata all’approvvigionamento delle dosi di vaccini che, in questo momento, è rimesso alle valutazioni del Ministero della Sanità”.
“Nel protocollo è deciso che le dosi vengano girate alle regioni che attraverso le aziende sanitarie dovranno smistare i vaccini alle aziende che a loro volta si metteranno nelle condizioni di procedere al ritiro delle dosi e di portarle poi nel luogo dove verranno somministrati i vaccini e procedere alla vaccinazione”.


Gli scontri di ieri a Montecitorio

“Fino a qui gli interventi hanno contenuto un disagio che è fortissimo e di cui ci rendiamo conto e ciò che è successo ieri mi fa capire che dobbiamo procedere rapidamente ad interventi di ristori. Il problema è che, in quel disagio, si inserisce anche chi cerca di strumentalizzare la situazione, c’è bisogno di intervenire anche per evitare che questo produca guai più grossi alla tenuta democratica”.


La ripartenza e le riaperture

“La ripartenza troverà una condizione economica che non sarà quella di un equilibrio adeguato rispetto all’andamento delle imprese e quindi credo che una situazione di supporto alle imprese sarà ancora necessaria a tutte le attività, soprattutto a quelle legate alla socialità, al tempo libero, a quelle che vedono più persone stare insieme e quindi correre rischi più forti di contagio. La cosa importante però è procedere il più rapidamente possibile con la vaccinazione, quella è l’unica vera strada, tutti gli altri discorsi della riapertura in sicurezza scontano sempre un margine di rischio molto grande, la vera sicurezza che ci permette di parlare di normalità, passa attraverso l’accelerazione della vaccinazione”.

Ipotesi del 20 aprile per le riaperture

“Penso che sia sbagliato deprimere le persone, ma anche alimentare aspettative che poi non si realizzano, penso che adesso dobbiamo vedere i primi impatti della vaccinazione e quanto può incidere effettivamente sulla mortalità. Credo poi che sia giusto fare delle valutazioni ad ogni step e capire quali sono gli adeguamenti che si possono fare. Dividersi tra chi vuole aprire e chi vuole tenere chiuso mi sembra un esercizio abbastanza stupido, lavoriamo tutti quanti perché da qui a qualche settimana la vaccinazione abbia raggiunto gli obiettivi più ambiziosi possibili”.

I dati ISTAT sui posti di lavoro

“Bisogna innanzitutto lavorare su una riforma degli ammortizzatori sociali perché dobbiamo dare anche alle imprese che attraverseranno ancora mesi difficili, degli strumenti per gestire la crisi e poi sulle politiche attive del lavoro. Abbiamo una crisi che non è dovuta solo al calo del PIL, ma che è dovuta anche in molti ambiti, alla difficoltà di incrociare la domanda e l’offerta di lavoro e ci stiamo lavorando perché ritengo che siano priorità assoluta”.

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