Il presidente americano Joe Biden annuncerà oggi il completo ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan entro l'11/9

14 aprile 2021, ore 10:28

il ritiro avverrà entro la data simbolo dell'attacco alle Torri Gemelle, che provoco la guerra più lunga della storia degli Stati Uniti. Washington ha già minacciato una risposta forte a qualsiasi attacco contro i militari nel periodo di transizione

La data non è stata scelta a caso: l’11 settembre del 2021, esattamente 20 anni dopo l’attacco alle Torri Gemelle che trascinò gli Stati Uniti nella guerra più lunga della sua storia. Una guerra che ha provocato 2300 morti tra i soldati Usa, 20 mila feriti e 100 mila civili afghani uccisi. Oggi il presidente americano, Joe Biden, annuncerà il ritiro delle truppe americane ancora schierate in Afghanistan. Già in passato, il capo della Casa Bianca aveva affermato che sarebbe stato molto difficile rispettare la data del primo maggio indicata dal suo predecessore , Donald Trump. Troppi i problemi da risolvere in breve tempo per la sicurezza dei militari e per procedere alle trattative con i talebani. Per l’amministrazione di Biden l’obiettivo è quello di non disperdere il patrimonio ottenuto in 20 anni di occupazione. Washington ritiene che al momento siano altre le minacce da tenere sotto controllo , come Cina, Russia e Iran . “Eravamo andati in Afghanistan nel 2001 per un obiettivo particolare: fare giustizia contro gli autori dell'attacco dell'11 settembre e annientare i terroristi che cercavano di usare quel Paese come rifugio sicuro. Lo abbiamo raggiunto qualche anno fa", ha ammesso una fonte del governo, secondo quanto riporta il Washington post che ieri ha per primo dato la notizia del ripiegamento. Notizia che poi in serata era sta confermata dalla portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki .


Trattativa con i talebani

Ora per il Pentagono ci sarà da gestire i periodo transitorio tra l’annuncio e l’effettivo ritiro dei militari. Il governo ha già fatto saper che qualsiasi attacco alle truppe Usa ancora in Afghanistan riceverà una risposta forte. Secondo un alto dirigente del governo, l’obiettivo resta quello di di mantenere aperto il canale diplomatico per difendere il processo di pace e le conquiste, ad esempio, per le donne afghane. Gli Stati Uniti potrebbero mettere sul tavolo della trattativa anche la sorte dei circa 7.000 prigionieri talebani in mano americana. A questo punto sembrano non esserci i presupposti per la Conferenza di pace prevista tra il 24 aprile e il prossimo 4 maggio a Istanbul, in Turchia, alla quale sono stati invitati 21 Paesi, tra cui l’Italia, oltre a Ue, Nato e Organizzazione della cooperazione islamica. “Non parteciperemo a nessuna conferenza sul futuro dell'Afghanistan finche' tutte le truppe straniere non si ritireranno dal Paese", ha scritto su Twitter il portavoce talebano Mohammad Naeem.


Riunione a Bruxelles

In questo momento sono circa 3.000 i militari americani presenti in Afghanistan e 7000 della coalizione e della Nato. L’Italia, ad esempio, partecipa con un dispositivo di 800 uomini. Anche per questo le decisioni di Washington dovranno essere condivise con gli alleati. Se ne discuterà oggi nel corso di una riunione ristretta e straordinaria a Bruxelles tra i Paesi coinvolti. Oltre al segretario di Stato americano Antony Blinken e al capo del Pentagono, Lloyd Austin, ci sarà anche i ministro degli esteri italiano, Luigi di Maio, di ritorno da Washington, dove ha partecipato alle celebrazioni in occasione dei 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti.


Il presidente americano Joe Biden annuncerà oggi il completo ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan entro l'11/9
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