Il Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, a RTL 102.5: “DAD per non vaccinati? Per il momento non è da applicare una distinzione del genere"

05 gennaio 2022, ore 12:00

Antonello Giannelli, il Presidente dell’Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, è stato ospite questa mattina in Non stop news con Giusi Legrenzi, Massimo Lo Nigro e Luigi Santarelli

Antonello Giannelli, il Presidente dell’Associazione Nazionale dei dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, è stato ospite questa mattina in Non stop news e ha parlato del rientro a scuola tra il 7 e il 10 gennaio, di come comportarsi se uno studente entra a contatto con un compagno positivo, della DAD per gli studenti non vaccinati e della DAD nelle scuole italiane.

RIENTRO A SCUOLA TRA IL 7 E IL 10 GENNAIO: CI SONO LE CONDIZIONI?

Sicuramente i numeri del contagio sono in salita e quindi è logico attendersi un aumento dei casi all’interno della popolazione studentesca. Il governo sicuramente intende mantenere ferma la lotta del rientro in presenza e credo che questo sia da attribuire all’esigenza di molte famiglie e lavoratori che, senza qualcuno che si occupi dei figli, non potrebbero lavorare. È chiaro, quindi, che c’è un’esigenza anche di natura economica per fare questo. Per quanto riguarda le caratteristiche intrinseche della ripresa in presenza, è chiaro che la didattica in presenza è sicuramente più efficace e l’abbiamo sempre sostenuto. Il punto è che non bisogna demonizzare la DAD e si deve cogliere a volte l’occasione di una parziale messa in DAD per conseguire alcuni risultati e obiettivi che potrebbero essere utili. Uno tra tutti, il raggiungimento di una percentuale di vaccinati tra gli alunni soprattutto tra la fascia 5-11 anni che sia abbastanza elevata e possa servire a mettere tutti al riparo dalla gestione delle quarantene che diventa qualcosa di molto fastidioso rispetto a un’ordinata didattica anche in presenza. Il rischio è che la forzatura della didattica in presenza costituisca un impedimento a un ordinato svolgimento della didattica proprio perché è presumibile attendersi che dei ragazzi dovranno essere messi in didattica a distanza e delle classi entreranno e usciranno dalla DAD”.

COME COMPORTARSI NEL CASO DI UNO STUDENTE POSITIVO IN CLASSE

Questo non è ancora chiaro. Se c’è un solo positivo tendenzialmente si continua tutti a frequentare. In realtà sembra che non sarà così nella scuola dell’infanzia ma dobbiamo aspettare le decisioni del consiglio dei ministri convocato per oggi. Quello che dovrebbe succedere è che a seconda del numero dei positivi si starà a scuola oppure a casa”.


DAD PER STUDENTI NON VACCINATI: MISURA DISCRIMINATORIA?

La DAD a distanza per gli studenti non vaccinati la ritengo discriminatoria anche io perché è chiaro che sulla base di questo diventa molto antipatico effettuare delle scelte. Un conto è incentivare la vaccinazione, e su questo sono assolutamente d’accordo e va spinto su questo pedale, un altro è stabilire dei comportamenti diversi nei confronti di questi ragazzi. Non ha molto senso secondo me, per il momento non è da applicare una distinzione del genere”.

LA SCUOLA ITALIANA E LA DAD: C’È STATA UN’EVOLUZIONE?

C’è stata sicuramente un’evoluzione e chiaramente succede che poi ci siano differenziazioni nella qualità del servizio erogato. È evidente che i limiti della didattica a distanza sono un po’ intrinseci: ad esempio, se un ragazzo a casa ha una connessione difettosa o non la ha affatto e deve basarsi sulla rete dati cellulare che magari non è così di qualità elevata, è evidente che lui potrà usufruire meno di ciò che viene trasmesso. Soprattutto in certe fasce d’età, penso ai più piccoli, la presenza fisica dell’insegnante è fondamentale”.


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