Il turismo in Italia è nel mirino delle mafie, Campania, Lazio e Sicilia più a rischio, giro d'affari di 2,2 miliardi

22 aprile 2021, ore 13:00 , agg. alle 15:03

Alla 'ndrangheta il primato con 810 milioni, il 37% degli introiti complessivi il ministro Garavaglia preoccupato

I dati sono inquietanti. Supera i 2,2 miliardi, di cui quasi il 40% concentrati nel Mezzogiorno, il giro d'affari della criminalità organizzata derivante dall'infiltrazione nell'economia legale del settore turistico. Lo calcola una ricerca realizzata dall'Istituto di ricerche Demoskopika elaborando dati ufficiali. Alla sola 'ndrangheta si attribuisce il 40% del giro d'affari complessivo, e sono quasi 4.500 le aziende a maggior rischio di riciclaggio associato a crisi di liquidità causata dalla pandemia. C'è di che preoccuparsi, soprattutto perché, il turismo è uno dei settori che dovrà trainare il nostro paese nel dopo-covid. 


Le regioni più a rischio

"Il turismo in ginocchio per il Covid fa gola ai sodalizi criminali", dice il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio. Sono sei i sistemi turistici regionali a presentare i rischi più elevati di infiltrazione criminale nel tessuto economico: Campania, Sicilia, Lazio, Calabria, Lombardia, Puglia. Sul versante opposto, sono quattro le regioni a presentare una minore vulnerabilità, presenti nel cluster delle realtà con un rischio "basso" di infiltrazione economica: Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. 



La 'ndrangheta è la più attiva

La parte del leone - secondo la ricerca - la fa la 'ndrangheta con un giro d'affari di 810 milioni, pari al 37% degli introiti complessivi. A seguire la camorra con 730 milioni (33%) e la mafia con 440 (20%) e criminalità organizzata pugliese e lucana con 220 (10%). Osservando il livello territoriale emerge, inoltre, che nelle realtà del Mezzogiorno si concentrerebbe il 38% degli introiti criminali, pari a 825 milioni. A seguire il Centro con 515 milioni (23%), il Nord Ovest con 490 milioni (22%) e il Nord Est con 370 milioni (17%).


Le parole del ministro del turismo Garavaglia

"L'indagine sulle infiltrazioni mafiose nel turismo è preoccupante. E' un fenomeno - dice Massimo Garavaglia -  che danneggia pesantemente il comparto composto da imprenditori seri, danneggiati dalla pandemia. Che soffrono cos' 2 volte il Covid, sugli affari e sulla concorrenza mafiosa. Il governo sta elaborando formule di finanziamento trasparente in grado di sostenere gli operatori colpiti dall'impatto economico del virus, al fine di renderli impermeabili dalla contaminazione mafiosa. La ministra Lamorgese ha chiaro il quadro e credo stia già adottando iniziative volte a frenare questo tipo di infiltrazioni".

Il turismo in Italia è nel mirino delle mafie, Campania, Lazio e Sicilia più a rischio, giro d'affari di 2,2 miliardi

"Oltre il 13% delle imprese del comparto turistico a rischio default a causa del Covid - spiega ancora il presidente di Demoskopika, Rio - potrebbe subire le strategie aggressive di infiltrazione economica della criminalità organizzata.


Le parole del presidente di Demoskopika

La prolungata emergenza, causata dalla pandemia, ha generato una preoccupante crisi di liquidità rendendo le imprese ancora più vulnerabili all'ingresso nel capitale sociale di ingenti quantità di denaro dei sodalizi criminali che necessitano di un rinvestimento legale ad alto valore aggiunto". E continua: "In questa direzione le mafie provano a piegare gli imprenditori con allettanti strumenti di welfare criminale capaci di garantire la sopravvivenza aziendale, la copertura dei lievitati livelli di indebitamento, una maggiore solidità finanziaria con il loro ingresso nelle compagini societarie fino all'acquisizione totale della realtà imprenditoriale. Un circuito perverso - conclude - finalizzato ad un rafforzamento del controllo delle famiglie criminali sul territorio, a un incremento del loro consenso sociale che alimenta gravi comportamenti illegali quali riciclaggio, usura e pratiche estorsive".   


La Campania ha il primato negativo

La regione Campania ha il primato negativo di rischio di infiltrazione mafiosa. Ha totalizzato il massimo del punteggio (122,9 punti). Pesano i 101 alberghi e ristoranti confiscati, pari al 23,5% sul totale delle strutture turistiche confiscate dalle autorità competenti e le oltre 11 mila operazioni finanziarie sospette direttamente imputabili alla criminalità organizzata. A completare l'area caratterizzata da un livello "alto" di infiltrazione economica nel comparto turistico, in relazione a pesi diversi ottenuti sugli indicatori individuati, si collocano Lazio (113,8 punti), Sicilia (110,9 punti), Calabria (108,1 punti), Lombardia (106,6 punti) e Puglia (105,7 punti). Sul versante opposto, sono quattro i sistemi turistici a presentare una minore vulnerabilita', presenti nel cluster delle realtà con un rischio "basso" di infiltrazione economica: Marche (93,6 punti), Veneto (92,8 punti), Friuli Venezia Giulia (91,2 punti) e Trentino-Alto Adige (89,5 punti).

Tags: camorra, garavaglia, mafia, 'ndrangheta, turismo

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