In da house, il rap ai tempi del Coronavirus, un resoconto del primo mese di “lyrical lockdown”

10 maggio 2020, ore 13:00
di La Zac

Il racconto di un mese di rap in un periodo di lockdown tra lampi di genio e cadute di stile

Hip hop e resilienza

La crisi sanitaria globale scaturita dalla pandemia da Coronavirus costringe tra le mura domestiche milioni di persone in tutto il mondo. Tra challenge, party indoor ed appelli a restare a casa, la musica hip hop italiana ed internazionale risulta tra le più resilienti del music business.

La scena italiana

Salmo esclama “non fate festini” e tristemente annuncia il rinvio del suo concerto a San Siro per il 2021; Frankie HINRG MC posta un tutorial fatto con i pupazzetti per spiegare ai più giovani in maniera esaustiva l’importanza di stare a casa; Willie Peyote confeziona un pezzo nel quale denuncia: “Fai i video dal balcone e ti senti giustiziere. Se hai tutto sto coraggio vai a fare l’infermiere”; Clementino offre esibizioni live dal tetto di casa sua, mentre Emis Killa lancia la challenge “Covid freestyle” con lo slogan “il messaggio è chiaro e tondo resta a casa salva il mondo” coinvolgendo tra gli altri Lazza, Enzo Dong, Junior Cally, Fabri Fibra e J-Ax, ottenendo così una fotografia cruda, a tratti ironica dell’emergenza coronavirus.

La scena internazionale

Undici marzo 2020. Cardi B posta un video nel quale sfoga istericamente il suo stato d’animo in seguito all’arrivo del Covid-19 sul suolo americano. La sua esclamazione “Coronavirus! Shit is real!” diventa il loop ipnotico della canzone “Coronavirus” del DJ iMarkkeyz. Nel giro di pochi giorni il pezzo spopola ovunque e raggiunge la posizione numero uno di iTunes e Spotify. La rapper di New York, dopo aver inizialmente sbroccato e richiesto il suo giusto compenso, alla fine decide di appoggiare il progetto e devolvere i proventi delle vendite della canzone alla lotta contro il virus. I fenomeni “virali” sono tanti e tra loro spicca il caso “Bored in the house” di Curtis Roach. Il giovane rapper di Detroit a ritmo di schiocco di dita e pugni sul tavolo ripete semplicemente “Bored in the house I’m in the house bored” e in un attimo raccoglie oltre 17 milioni di visualizzazioni su Tik Tok - attirando l’attenzione di Tyga che pubblica un remix e diventando l’inno ufficiale del lockdown a stelle e strisce. Inaspettato e insospettabile anche il contributo dell’attrice Rita Wilson che in uno di quei pomeriggi di quarantena (con il marito Tom Hanks ha ricevuto diagnosi positiva del virus) posta la sua versione del classico “Hip hop Hooray” dei Naughty By Nature e non passa molto che il trio del New Jersey la ingaggia per farne un remix a scopo benefico.
In da house, il rap ai tempi del Coronavirus, un resoconto del primo mese di lyrical lockdown

Challenge mania e IG live

Un po’ per scongiurare il “boredom”, cioè la noia galoppante, un po’ per restare visibili nonostante il confinamento domiciliare, talvolta per raccogliere fondi, le celebrities del rap non si risparmiano. Si va dai “talent show” estremi di Lil’ Yachty alle gare di “twerking” di Tory Lanez fino a quelle di generosità di Twista, Common, Birdman, Meek Mill e Jay-Z; le dirette di 21 Savage, Talib Kweli, Fat Joe, Snoop Dogg, Will Smith; i freestyle di Papoose, Cassidy, Psychs; infine le sfide danzerecce dove tengono banco “Toostsie slide” di Drake e “Savage” di Megan Thee Stallion. Gettonatissime le dirette di Instagram che amplificano il concetto di videochiamata all’ennesima potenza, soprattutto quando il maestro di cerimonie è Diddy. Il suo “team love dance-a-thon” ha raccolto oltre 3 milioni di dollari per le comunità in difficoltà, traguardo raggiunto grazie anche ai numerosi ospiti illustri in collegamento nella sua diretta, tra cui la sua ex storica fidanzata Jennifer Lopez. Record di 4 milioni di connessioni internet con conseguente crash di instagram per la recente “beat battle” su IG Live che ha visto contrapporsi due hit makers d’eccezione come Babyface e Teddy Riley per la serie “Verzuz” ideata da Timbaland e Swizz Beatz che in precedenza ha ospitato le battaglie a suon di successi dei vari Scott Storch, Mannie Fresh, RZA, DJ Premier, Lil Jon e T-Pain.

Fase 2

L’attuale scenario di streaming e vendite fisiche della musica hip hop mostra un notevole declino e, considerando che le attività live nei club, festival, arene e stadi potrebbero non ripartire prima del 2021, è difficile guardare al futuro con ottimismo. Più che di “Fase 2” si dovrebbe parlare piuttosto di “Piano B”, come quello che ha di recente ipotizzato French Montana: “ho sempre messo da parte dei soldi per ‘i giorni di pioggia’, ma so per certo che tanti miei colleghi li troverete a breve al banco dei pegni”. Per la “Fase 2” del rap è forse arrivato il tempo di smettere di sbandierare banconote e “bling bling” e tornare all’essenza della musica?
Tags: Challenge, Coronavirus, Fase 2, Musica, Rap

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