In Italia il primo laboratorio di ricerca sulle piante spaziali

 04 novembre 2019

Ad Agraria, si monitora la vita degli ortaggi in ambiente chiuso

Nasce a Portici (Napoli), nel Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, il primo laboratorio in Europa dedicato alla coltivazione delle piante in ambiente spaziale. In una camera di crescita, equipaggiata con un sistema di coltivazione a ciclo chiuso in idroponica, una serie di sensori ne monitorano l'ambiente e controllano la possibilità di crescita e di sopravvivenza di ortaggi (lattughe, patate). L'osservazione consentirà di testare la sopravvivenza di una pianta anche in ambienti ostili e dunque a garantire risorse agli astronauti. Obiettivo principale è analizzare e sviluppare sistemi e tecnologie per produrre cibo, rigenerare risorse vitali e riciclare rifiuti organici di varia natura per missioni spaziali di lunga durata. Il laboratorio è stato realizzato grazie al progetto di ricerca PacMan - PlAnt Characterization unit for closed life support system - engineering, Manufacturing & testing finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), il cui responsabile per l'Università di Napoli Federico II è la docente Stefania De Pascale: ''Ci troviamo - dice - nel primo laboratorio in Europa, uno dei pochi al mondo interamente dedicato alle piante per la colonizzazione dello spazio. Le piante sono fondamentali per la nostra vita sulla terra e quindi se vogliamo colonizzare altri pianeti, se pensiamo alle colonie future su Marte o sulla Luna, dovremmo dotarci di sistemi capaci di sostenere la vita dell'uomo''. Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana ha detto: ''Questo impianto fa parte di un grande progetto europeo che guarda allo sviluppo di tecnologie e strutture per permettere viaggi di lunga durata nello spazio senza portare dalla terra tutte le risorse necessarie''.   
In Italia il primo laboratorio di ricerca sulle piante spaziali

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