Indagine della Procura di Milano sui rider, imposto l'obbligo di assumerne 60mila e multe sulla mancata sicurezza

24 febbraio 2021, ore 17:30

Analizzate le posizioni dei fattorini impiegati dal web per la consegna del cibo, l'inchiesta scattata dopo vari infortuni stradali durante il lockdown, sei gli indagati

La Procura di Milano ha condotto un'indagine sui rider, verificando la posizione di 60mila fattorini che venivano impiegati da alcune piattaforme digitali per la consegna a casa del cibo. L'inchiesta è scattata, durante il lockdown, dopo la segnalazione di molti incidenti stradali che vedevano coinvolti proprio i rider, tanti finiti in ospedale. Decise ammende per 733 milioni di euro per la violazione di norme sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro. Indagati sei datori di lavoro di quattro società che operano nel nostro Paese e cioè Just Eat, Uber Eats, Glovo e Deliveroo. Imposta, entro 90 giorni, l'assunzione di 60 mila rider, in tutta Italia.


Non sono schiavi, ma cittadini

"La cosa che mi ha colpito", ha affermato il procuratore capo, Francesco Greco, "è che, la maggior parte di questi rider controllati, sono tutti risultati con permesso di soggiorno e in maniera regolare in Italia. Non è un approccio morale al tema, ma giuridico che è necessario". "Non è più il tempo di dire sono schiavi", ha proseguito il numero uno della Procura di Milano, "è il tempo di dire che sono cittadini, che hanno bisogno di una tutela giuridica". Gli inquirenti sono tutti d'accordo, "in questa inchiesta ci sono aspetti significativi dal punto di vista penale, della salute e della sicurezza. Bisogna preservare, sempre, l'incolumità dei lavoratori". Anche in quest'ottica, per la gravità di quanto emerso, deve essere vista la decisione di infliggere multe così pesanti, per un totale di 733 milioni di euro, alle società inadempienti. 


Controllati, in un giorno, mille lavoratori

I carabinieri del Nil, il gruppo specializzato in materia del lavoro, anche con il supporto di Inail e Inps, in un solo giorno, ha controllato mille lavoratori in tutto il paese. Parallelamente la Procura di Milano ha annunciato anche una serie di accertamenti fiscali di cui si occupa il Nucleo di polizia economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano. Dopo l'indagine del pm Paolo Storari sui cosiddetti "caporali digitali", e cioè sfruttatori del lavoro illegale sul web, è stata avviata un'indagine fiscale su varie società, per verificare se non ci fosse una stabile organizzazione, non manifestata legalmente, e riportare a tassazione redditi prodotti in Italia dai rider. Un fasciolo riguarda già Uber Eats, altri verranno aperti anche per le altre piattaforme.

Indagine della Procura di Milano sui rider, imposto l'obbligo di assumerne 60mila e multe sulla mancata sicurezza
Tags: fattorini, lavoratori, piattaforme digitali, Procura di Milano, rider, schiavismo

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