India al collasso per l'epidemia di coronavirus, arrivati i primi aiuti internazionali

27 aprile 2021, ore 13:00

Negli ospedali mancano l'ossigeno e le medicine e i pazienti muoiono in strada. Dalla Gran Bretagna già arrivati i primi ventilatori polmonari. Gli Stati Uniti pronti a rimuovere parzialmente i divieti di esportazione delle materie prime per la produzione di vaccini

Le immagini delle pire con le quali si bruciano i cadaveri in strada hanno fatto il giro del mondo. Sono il simbolo di una situazione drammatica che sta portando l’India al collasso. L’epidemia di coronavirus nel Paese è ormai fuori controllo anche a causa di una variante del virus che preoccupa la comunità internazionale, Italia compresa. Le stime ufficiali parlano di oltre 323 mila contagi nelle ultime 24 ore e 2700 vittime. Si tratta però di numeri sicuramente sottodimensionati. Il governo ieri ha inviato la popolazione a indossare la mascherina anche nelle abitazioni private per cercare di arginare la trasmissione del virus. Solo una goccia nel mare che nelle prossime settimane non cambierà le cose. Il sistema sanitario indiano, che deve garantire l’assistenza a una popolazione di un miliardo e trecento milioni di abitanti, è in fortissima difficoltà. Manca l’ossigeno negli ospedali e i malati muoiono nelle barelle senza che i medici possano migliorare la situazione. Testimoni riferiscono di lunghe file dentro e fuori le strutture sanitarie L’esecutivo centrale ha dato il via libera alla costruzione di circa 500 stabilimenti per la produzione di ossigeno e ha rivolto appelli per un uso razionale dei pochi medicinali disponibili. “Le curve dei contagi sono schizzate all'insù prima nelle aree urbane e ora stanno crescendo anche in quelle rurali, mentre il sistema sanitario fatica a far fronte alla sfida della domanda di ricoveri e farmaci: l'India sta affrontando una fase di massima allerta e ha bisogno di una risposta e di una cooperazione globale”. Lo ha dichiarato l’ambasciatore italiano a New Delhi, Vincenzo de Luca.


Gli aiuti internazionali

La macchina degli aiuti internazionali è già partita. Il presidente americano Joe Biden, dopo una telefonata con il primo ministro indiano Modi, ha assicurato assistenza e ha dato la disponibilità perché sia parzialmente rimosso il divieto di esportazione di materie prime per realizzare vaccini. Dalla Gran Bretagna sono già arrivati a New Delhi i primi aerei con 100 ventilatori e 95 concentratori di ossigeno. Nei prossimi giorni partiranno nove container con altri 495 concentratori di ossigeno, 120 ventilatori non invasivi e 20 ventilatori manuali . Anche la Commissione europea ha confermato che nel fine settimana è stato attivato il meccanismo di protezione civile. Sul fronte dei privati, Google e Microsoft si sono impegnati a dare una mano. Sundar Pichai, ad del motore di ricerca e della società madre Alphabet, ha affermato di essere "devastato" dagli eventi e che l'azienda fornirà 18 milioni di dollari di finanziamento. L'ad Microsoft Satya Nadella ha detto di essere "affranto" e che avrebbe aiutato il Paese. Entrambi gli amministratori delegati dei giganti della tecnologia sono nati in India.


Polemiche per il premier Modi

Il premier indiano Modi è più impegnato a cercare di arginare i panico che il contagio, tanto che avrebbe esercitato pressioni sui social per bloccare le immagini delle vittime . A Preoccupare il primo ministro ci sono anche le accuse per la pessima gestione della situazione. “Eravamo fiduciosi, il nostro umore era buono dopo aver affrontato con successo la prima ondata, ma questa tempesta di contagi ha scosso veramente tutti” ha dichiarato nelle scorse ore. Le critiche più feroci per aver autorizzato raduni religiosi e politici in tutto il paese che avrebbero provocato la diffusione incontrollabile del virus.


India al collasso per l'epidemia di coronavirus, manca l'ossigeno e medicine per curare i malati, arrivati i primi aiuti internazionali
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