Italiani, popolo di sedentari, golosi e fumatori

16 maggio 2019, ore 16:27

Osservatorio nazionale salute lancia allarme infezioni ospedaliere e spesa per anziani

Le abitudini sono dure a morire e staccarsene è faticoso. Lo dimostrano gli italiani che continuano a mangiare, fumare e infischiarsene dell'attività fisica nonostante le linee guida internazionali indichino che l'equilibrio a tavola, il movimento e l'eliminazione del tabacco siano la via migliore per una buona salute. Comunque, in Italia si muore sempre meno: in particolare è diminuita la mortalità prematura nella fascia d'età tra i 30 e i 69 anni. E' alto invece l'allarme per la mortalità da infezioni contratte in ospedale. Il 16mo Rapporto Osservasalute 2018, rivela che l'altra forte preoccupazione riguarda l'invecchiamento della popolazione: nonostante l'Italia sia uno dei Paesi più longevi, è anche vero che gli anziani non hanno a disposizione un'assistenza adeguata e che le malattie croniche richiedono una spesa sanitaria che al momento non è sufficiente. In sostanza, gli over 65 trascorrono più tempo dei coetanei europei in cattiva salute e a differenza che in Svezia o Germania, da noi non ci sono strutture residenziali e personale a domicilio che soddisfino la richiesta. Attualmente la gestione delle malattie croniche che riguarda soprattutto gli anziani incide per circa l'80% dei costi del Servizio Sanitario Nazionale. Le proiezioni della cronicità indicano che tra meno di 10 anni, nel 2028, il numero di malati cronici salirà a oltre 25 milioni (oggi sono quasi 24 milioni), mentre i multi-cronici saranno circa 14 milioni. Attualmente in Italia si stima che si spendano complessivamente circa 66,7 miliardi di euro per la cronicità. Il faro resta acceso anche su quel terzo della popolazione di 18 anni ed oltre che è in sovrappeso, mentre più di una persona su dieci è obesa.    
Italiani, popolo di sedentari, golosi e fumatori

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