L'orso M49 va in letargo, continuano le ricerche

 07 novembre 2019

Secondo gli ultimi avvistamenti, l'animale si trova nella zona della val Calemento

Per gli orsi bruni è tempo di letargo. In Trentino, dove sono scese le prime nevicate da qualche giorno, il plantigrado più famoso d'Italia, M49, si appresta al lungo sonno invernale. L'ultima predazione è dell'11 ottobre scorso, nella zona del Vanoi, nel Trentino orientale, dove l'animale ha ucciso un vitello. La notte tra il 14 ed il 15 luglio, a poche ore dalla cattura avvenuta con una trappola a tubo, M49 aveva scavalcato la recinzione elettrificata con cavi a 7.000 volt, certificata dal ministero e da Ispra, del Centro faunistico del Casteller di Trento e si era spostato sulla Marzola. Fino a poche ore prima si trovava dall'altra parte del Trentino, in un'area di circa 250 chilometri quadrati compresa tra la destra orografica della bassa val Rendena e la valle del Chiese. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ne aveva autorizzato la cattura con un'ordinanza a causa dei comportamenti ritenuti dannosi e reiterati, contro i quali le misure di dissuasione e prevenzione adottate in precedenza (15 da settembre 2018 a giugno 2019) si erano rivelate inefficaci. Un provvedimento duramente contestato dal mondo animalista e ambientalista e anche dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, che ha ribattezzato l'orso "Papillon". Dopo la sua fuga, trovandosi impossibilitato a ritornare in Rendena per la presenza delle barriere naturali (il fiume Adige) e artificiali (l'A22), si è diretto sulla Marzola, poi verso la Vigolana, quindi in valle di Cembra, arrivando anche in Alto Adige dalla valle di Fiemme: uno "sconfinamento" che aveva portato la Provincia altoatesina ad emettere un'ordinanza di cattura simile a quelle trentine. Ora, nel periodo del letargo, l'orso si trova nella zona della val Calemento e del Lagorai, una delle aree meno abitate e più selvagge del Trentino.
L'orso M49 va in letargo, continuano le ricerche

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