La mia candidatura (per scherzo) alla carica di commissario alla Regione Calabria, se non trovate più nessuno, sono pronto

17 novembre 2020, ore 21:00 , agg. alle 10:36

Dopo il terzo tentativo in una settimana per nominare un commissario e la rinuncia di Gino Strada, la situazione in Calabria ora rasenta il ridicolo.

Ho deciso. Non posso più aspettare. Mi immolo sull’altare della Patria. Mi candido alla carica di Commissario ad acta della Regione Calabria. Non ho particolari competenze, non sono nè un medico né un virologo, ma ho alcuni vantaggi competitivi che potrebbero portare il mio curriculum all’attenzione del Governo. Provo ad enumerarli. Non in ordine di importanza.

I vantaggi competitivi

Non c’è alcun procedimento penale aperto nei miei confronti. Di questi tempi è come una medaglia al valore civile appuntata sul petto. Non sono mai stato nemmeno condannato per qualche reato. Uso la mascherina da quando è cominciata la pandemia. Non ho mai detto, né pensato, che non utilizzarla fosse una cavolata. Non troverete nessuna mia foto in piazza ad una manifestazione dei no-mask. Non ci sono filmati registrati, senza che ne fossi a conoscenza, nei quali minimizzavo sulla portata dell’epidemia. E non ci nemmeno sono filmati registrati, a mia conoscenza, nei quali minimizzavo sulla portata dell’epidemia. Insomma, non ho mai minimizzato. In generale nella vita. A tutti quelli che, in questi mesi, mi dicevano che “il covid è come un’influenza”, ho sempre risposto che erano dei deficienti. Ai medici che mi raccontavano “che tanto morivano solo gli anziani con altre patologie” rispondevo che se “gli anziani fossero stati loro parenti non avrebbero detto queste scemenze”. Non sono mai stato drogato a mia insaputa, né mi sono mai drogato “a mia saputa”.

Calabria mon amour

Sono nato in Lombardia. Non ho parenti calabresi ma mi piacciono Tropea, Catanzaro, Gioa Tauro, Reggio Calabria, Mesoraca, Praia a Mare e molti altri paesi. Adoro la cipolla rossa di Tropea, le patate della Sila, il limone di Rocco Imperiale e il torrone di Bagnara. Non impazzisco per l’ Nduja, ma lo mangio. I calabresi non mi perdoneranno, ma posso migliorare con il tempo. Ho visto più volte i bronzi di Riace. LI trovo straordinari. Mi piacerebbe traversare a nuoto lo stretto di Sicilia. Sono poco più di sei chilometri. Prima o poi lo farò. Appena avrò tempo per allenarmi ci proverò. Non ho mai avuto una tessera di partito, men che meno, quella di Leu. Sul fronte politico parto, dunque, avvantaggiato. Mi manca uno sponsor di partito serio, ma, di questi tempi, potrebbe essere un grande un vantaggio. Non ho mai preso una mazzetta, né mai, per carattere, ne prenderò una. La mia professione mi porta ad essere preciso. Nella carriera commissariale potrebbe essere sia un pregio sia un difetto. Non avendola mai intrapresa, non saprei, ora, dare una risposta. So parlare in pubblico. Lo faccio da qualche anno. Mi riesce, però, difficile raccontare balle. Non è detto sia una dote. Il ruolo potrebbe richiederlo per il bene supremo della Patria. Sono stato in Africa, ma non ho scavato pozzi. Non sono un medico missionario africano come Gino Strada. In Africa ho fatto il turista. Così il Governatore Spirlì potrebbe accettare la mia candidatura senza problemi. Dimenticavo. La mia compagna non avrebbe problemi di nessun tipo a trasferirsi in Calabria. Ama, come me, sia la costa tirrenica sia quella ionica. E non aprirebbe, come nel caso di Eugenio Gaudio, ex rettore della Sapienza ed ex commissario della Regione Calabria, una crisi famigliare. Sono pronto. Chiamatemi.
La mia candidatura (per scherzo) alla carica di commissario alla Regione Calabria, se non trovate più nessuno, sono pronto
Tags: Calabria, commissario, coronavirus, dimissioni, Gaudio, sanità, Speranza

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