La musica tramite lo smartphone può trasmettere dati

 09 luglio 2019

Applicazioni interessanti per alberghi, musei e grandi magazzini

Dopo la luce, anche la musica può trasmettere dati su frequenze che l'orecchio umano non riesce a percepire, utilizzando uno smartphone. Lo dimostra la tecnica messa a punto dal Politecnico di Zurigo, interessante per le applicazioni che potrà avere in alberghi, musei e grandi magazzini. Il risultato dimostra, a esempio, che queste frequenze possono contenere i dati di accesso per la rete Wi-Fi locale e il microfono incorporato di un telefono cellulare può riceverli. "Sarebbe comodo in una camera d'albergo", rileva uno degli autori, Simon Tanner. In questo modo, aggiunge "gli ospiti avrebbero accesso al Wi-Fi dell'hotel senza dover inserire una password sul proprio dispositivo". I ricercatori fanno viaggiare i dati nella musica stessa, ma su frequenze che l'orecchio umano non può ascoltare e una volta catturati dal microfono dello smartphone li decodificano grazie a un algoritmo. La tecnica può trasferire fino a 400 bit al secondo. "In teoria - ha osservato Tanner - sarebbe possibile trasmettere i dati molto più velocemente. Ma se la velocità di trasferimento diventa più alta si creano interferenze e la qualità dei dati soffre". Il principio di trasmissione alla base di questa tecnica è diverso dal ben noto sistema RDS, utilizzato nelle autoradio per trasmettere piccole quantità di informazioni digitali, come il nome della stazione radio e i dettagli della musica che sta suonando, che compaiono sul display dell'autoradio. "Con il sistema RDS, i dati vengono trasmessi utilizzando le tradizionali onde radio FM. In altre parole, i dati vengono inviati dal trasmettitore FM al dispositivo radio", spiega Tanner. "Quello che stiamo facendo - aggiunge - e' incorporare i dati nella musica stessa, trasmettendoli dall'altoparlante al microfono". 

La musica tramite lo smartphone può trasmettere dati

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