Letteratura, Infinito di Leopardi, scansione 3D rivela correzioni e modifiche

02 dicembre 2019, ore 23:00

Tutto ciò che sappiamo sul componimento è legato ad un quadernetto a righe che reca, oltre a "L'infinito", anche altri idilli

Duecento anni dopo la sua stesura, "L'infinito" di Giacomo Leopardi continua a stupire e regalare sorprese. Una nuova analisi ad altissima definizione dei manoscritti originali ha permesso di individuare diverse sequenze di correzioni e tre successive fasi di scrittura, a dimostrazione che il poeta di Recanati è tornato più volte a rivedere quelle rime che lo avrebbero reso, nelle parole della scrittrice Anna Maria Ortese, "il giovane favoloso". "Nonostante sia forse l'autografo più conosciuto della letteratura italiana, 'L'infinito' è un oggetto ancora misterioso", dice Paola Italia, docente al Dipartimento di Filologia classica e Italianistica dell'Università di Bologna che ha guidato la nuova indagine. Ancora non sappiamo con precisione, ad esempio, se sia stato composto prima o dopo il 29 giugno 1819, ventunesimo compleanno di Leopardi, che diventato maggiorenne tenta la fuga da Recanati: tutto ciò che sappiamo è legato ad un quadernetto a righe che reca, oltre a "L'infinito", anche altri idilli. "L'analisi spettrometrica e le rilevazioni ad alta definizione in 3D ci hanno confermato che ogni volta che Leopardi torna sul quaderno per scrivere un altro testo, corregge quelli precedenti, che recano quindi diverse serie di correzioni - dice Paola Italia - 'L'infinito', che occupa il secondo posto tra i testi del quaderno, reca tre fasi diverse: quella realizzata con la penna della scrittura base, a cui seguono una serie di correzioni a inchiostro più scuro, realizzate l'anno successivo, nel 1820, quando scrive 'La sera del giorno festivo', e infine altre piccole correzioni effettuate con una penna dall'inchiostro rossiccio, preparando il testo per la copia definitiva".

Letteratura, Infinito di Leopardi, scansione 3D rivela correzioni e modifiche

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