Lilium, ovvero Sergio, Romilda e una vita e un amore tutti da riscoprire: quando l’apparenza inganna

07 marzo 2021, ore 10:00
agg. 08 marzo 2021, ore 11:01

Fabio Brescia, attore, regista, conduttore radio-televisivo è alla sua quinta prova letteraria: in questo romanzo intitolato con il nome di un fiore, la moglie scopre che con tutta probabilità ha sposato e convissuto con un uomo che non conosceva affatto

Una lettura in cui sarete rapiti da pagine che scorrono via velocemente e trasportati in una dimensione sospesa fra il giallo e il romanticismo, e tanto altro ancora. La nuova prova letteraria di Fabio Brescia, pubblicata per Homo Scrivens, divora l’anima e i pensieri e resta inchiodata sul comodino, chiamandoti a continue riletture di diversi passaggi, per riassaporare l’atmosfera e tornare sulle riflessioni provocate.

Il giglio


Il romanzo si chiama Lilium, e il nome può effettivamente apparire un programma: il lilium è conosciuto come il giglio, ed è un genere di pianta, appartenente alla famiglia delle Liliaceae, le cui radici sono perenni e non si rinnovano tutti gli anni come invece accade nelle altre piante bulbose. Il fiore del giglio, quindi, può rappresentare l'amore, quello vero e profondo, capace di rinascere da sé stesso alimentandosi del proprio cambiamento, della sua continua rinascita. Ma Sergio, il protagonista di questa storia, e che è solito portare ogni giorno un giglio alla sua donna, è molto più complesso di un uomo dolce, premuroso, romantico e accorto. Così certamente lo vede sua moglie Romilda, a fianco a lui da trent'anni, colonna portante della famiglia: madre, moglie e donna in carriera. Però la vita spesso ti regala l'impensabile e alcune volte lo fa dopo morte. Come in questo caso: prima Sergio esanime nella vasca da bagno una domenica mattina, poi nulla sarà come prima. Per Romilda, per i figli gemelli, per la suocera Elena, e per altre donne. E lo spartiacque viene rafforzato ed esplode all’ennesima potenza quando Romilda va a trovare il marito al cimitero e davanti alla sua tomba c'è una donna seduta su una panchina, con il suo stesso cappotto.

La curva a gomito


Lilium è un racconto di vita presente che si mescola con i ricordi, dando come risultato un vissuto affascinante e allo stesso tempo anche un po’ preoccupante, che ti cattura e ti sorprende. Un uomo d’affari che muore improvvisamente, una famiglia intera che subisce una curva a gomito a cui tutti hanno bisogno di adattarsi, un’esistenza molto diversa da quella conosciuta e divulgata: tutti ingredienti che tengono sempre alte l’attenzione e l’interpretazione.

Tu chiamale se vuoi emozioni


In questo libro se c’è una cosa paragonabile al giglio non è in realtà l’amore, ma bensì l’emozione che traspare dalle parole dell’autore e ti colpisce idealmente e direttamente duramente la lettura: un’emozione che può trasformarsi, avere delle scaglie più o meno larghe, più o meno acuminate, ma una volta impiantata nella prima pagina, si rigenera senza soluzione di continuità in uno scritto brillante, mai noioso, e dal finale lasciato all’analisi personale. Perché ogni vita, ogni individuo, ogni esistenza sono unici. E irripetibili. O forse no.

Lilium, ovvero Sergio, Romilda e una vita e un amore tutti da riscoprire: quando l’apparenza inganna
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