Lo scontro Governo-Regioni non fa bene all’Italia, De Luca attacca, Conte confida nell’RT che cala

13 novembre 2020, ore 17:00

Ancora un duro attacco di De Luca al Governo: meglio un esecutivo di unità nazionale invece di dilettanti. Per Conte il Natale, anche dal punto di vista spirituale è meglio farlo in pochi

Quest’anno, a Natale, vinceranno le famiglie poco numerose. Possibilmente quelle composte da marito, moglie ed un figlio. Niente nonni e altri parenti di primo grado. Finito. Tre, e non uno in più. Il Natale, pare, venga meglio.

Le parole di Conte

Anche questa mattina il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è tornato sull’argomento. In verità, rispetto a ieri, ha inserito una dose di spiritualità, che, di fronte al Bambino Gesù che nasce, porta un argomento in più rispetto al distanziamento sociale e agli assembramenti. “Il Natale – ha detto il premier – non lo dobbiamo identificare solo con lo shopping, fare regali e dare un impulso all’economia. Natale, a prescindere dalla fede religiosa, è senz’altro anche un momento di raccoglimento spirituale. Il raccoglimento spirituale, farlo con tante persone non viene bene”. In effetti, a Betlemme, nella grotta, non erano in molti, ed i Re Magi arrivarono qualche giorno dopo, cioè il 25 dicembre. Dal momento spirituale, Giuseppe Conte, poi, è arrivato ai contagi. “Confido – ha spiegato Conte - che oggi l’Rt nazionale, che misura la velocità di contagio e che nelle ultime settimane è arrivato a 1,7, possa già per le misure adottate, per quello che voi chiamate meccanismo di colorazione delle regioni, abbassarsi: questo significherebbe che le misure adottate iniziano già a dare effetti. Se così fosse, saremmo incoraggiati su questa strada”.

La polemica di De Luca

I segnali sono incoraggianti. Secondo il Governo, le misure adottate stanno andando nella giusta direzione. Peccato che ogni giorno si debba registrare una polemica tra potere centrale e Regioni. Oggi è stata la volta, tanto per cambiare, del Governatore della Campania, De Luca. "Fatti salvi 3-4 ministri non e' un governo, anziché andare allo sbaraglio sarebbe meglio avere un Governo che non produca il caos che e' stato prodotto in Italia. In queste condizioni meglio mandare a casa il Governo". Più che un duro attacco, un missile terra-aria. "Se bisogna stare al governo con questi personaggi sarebbe meglio mandare a casa questo governo - ha sottolineato De Luca - perché non e' tollerabile, ho detto a qualche esponente del Pd, alcun rapporto di collaborazione con ministri come Spadafora che ha raccontato bestialità o con il signore di cui ho fatto il nome (Luigi Di Maio, ndr) che ho sfidato ad un dibattito pubblico già anni fa e rinnovo l'invito in diretta tv sperando che non faccia il coniglio come ha fatto nei 3-4 anni precedenti".

Lo scontro non fa bene all'Italia

Non entriamo nel merito di chi abbia ragione o torto tra Governo e Regioni. O tra Conte e De Luca. C’è, però, da dire che questo scontro istituzionale, cominciato a febbraio ad inizio pandemia, ogni giorni si fa sempre più duro ed è già arrivato, da tempo, a livello di guardia. Due settimane fa è intervenuto, addirittura, il presidente della Repubblica, Mattarella, chiedendo responsabilità per unire le forze di tutti e di ciascuno per sconfiggere il Covid-19, “mettendo da parte protagonismi ed egoismi quale che sia il suo ruolo e le sue convinzioni”. Appello inascoltato e caduto nel vuoto. Peccato.

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